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S.A.
25 agosto 2012
«Fotovoltaico e corridoi vetrati in piscina»
La proposta è di un lettore del Quotidiano di Alghero: rendere la piscina autonoma dal punto di vista energetico con pannelli solari e fotovoltaico, e con corridoi vetrati fruibile per tutto l´anno

ALGHERO - «Il 31 agosto la piscina comunale chiuderà al pubblico. Tralasciando il personale disappunto, da assiduo frequentatore, mi chiedo se sia possibile come, in una cittadina in cui si (stra)parla spesso di turismo, si possa rinunciare per 10 mesi l'anno ad una simile struttura». La rimostranza di Enrico Muttoni al Quotidiano di Alghero, fa riemergere la vecchia storia della copertura dell'impianto realizzato durante l'amministrazione Tedde e mai reso fruibile nei mesi invernali.
Il lettore non soffermandosi sulle polemiche diluite nel tempo avanza delle soluzioni. La prima «dotare l'impianto di una batteria di pannelli solari termici, per il riscaldamento dell'acqua, e di fotovoltaici, per renderla ampiamente autosufficiente dal punto di vista energetico». E aggiunge: «a questo punto l'installazione di brevi corridoi vetrati, per collegare gli spogliatoi al bordo vasca, la renderebbe fruibile per tutto l'anno o quasi. Non parlo di copertura, non sono uno scrittore di fantascienza, anche se un decimo dei soldi impegnati nei derivati basterebbe».
L'"analisi", tuttavia, non si ferma alla piscina «ma alla perdurante considerazione che le opere pubbliche, in questo disgraziato Comune, sembrano finalizzate sempre alla spendita dei soldi, mai al progresso o alla fruizione dei cittadini. Che si tratti della piscina, del palazzo dei congressi, delle piste ciclabili, delle scuole (a proposito di palestre o spazi per lo sport), del depuratore, del centro ricerche del Tramariglio, cambiano i musicisti ma la musica è sempre quella». Ma ci ritorna presto e ipotizza ironicamente «su una maledizione su tutto quello che riguarda l'acqua» in città: «da quella da bere allungata coi reflui di Sassari, a quella del mare allungata coi reflui di Alghero,a quella delle fogne che non collabora finendo sempre nel posto sbagliato».
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