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Red 26 settembre 2012
Confapi: 500 dipendenti a rischio
Le imprese - ha sottolineato Lippi - vogliono continuare a lavorare e stare sul mercato con i loro dipendenti. Occorre creare le condizioni perché questo avvenga. A livello regionale i piani ci sono, i denari pure. É arrivato il momento di passare all´azione
Confapi: 500 dipendenti a rischio

CAGLIARI - Il problema che si sta generando con le imprese dell'indotto Alcoa sono un'emergenza esattamente quanto Alcoa: queste aziende, che contano oltre cinquecento lavoratori, vedono seriamente compromesso il proseguo della loro attività, in particolare questo vale per le ditte che lavorano in regime di monocommittenza. «Le imprese rappresentate dalla Confapi - dice il presidente Francesco Lippi, nel corso di un incontro con le aziende associate che si è svolto oggi a Carbonia - valgono l'80 per cento degli appalti Alcoa, con professionalità interne che in tutti questi anni, hanno garantito efficienza e continuità alle lavorazioni dello stabilimento».

«Stiamo parlando dunque di una seconda Alcoa, con una differenza sostanziale: non si tratta di una multinazionale che sceglie di chiudere uno stabilimento, ma di un tessuto di piccole e medie imprese sarde che operano in un territorio già martoriato e penalizzato e alla luce di quanto sta avvenendo rischiano di scomparire». Sulla base di questi presupposti, prosegue Lippi, «chiediamo alla Regione di assumere, anche nei confronti di queste aziende, impegni precisi riguardo alla continuità dei contratti che dovranno legare queste imprese a qualunque nuovo acquirente, ma allo stesso tempo ad un loro diretto coinvolgimento in tutte le azioni di sviluppo nel territorio programmate dalla Giunta regionale».

Sia chiaro, prosegue Lippi, «per le aziende associate di Confapi Sardegna, la soluzione a questa emergenza non può passare solo dall'utilizzo degli ammortizzatori sociali, che in ogni caso dovranno essere assicurati a tutte quelle aziende che riterranno di utilizzarli». «Le imprese - ha concluso Lippi - vogliono continuare a lavorare e stare sul mercato con i loro dipendenti. Occorre creare le condizioni perché questo avvenga. A livello regionale i piani ci sono, i denari pure. É arrivato il momento di passare all'azione».
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La richiesta principale è quella di completare le assunzioni previste, scorrere le graduatorie degli idonei e permettere un utilizzo inter-amministrativo delle competenze già selezionate, evitando nuovi concorsi costosi e ritardati



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