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P.P. 12 novembre 2012
«Il governo intervenga sulla crisi»
I segretari sardi dei sindacati Cgil, Cisl e Uil, in una lettera pubblica chiedono al Governo e alla Regione un confronto con le parti sociali per affrontare le questioni ancora irrisolte del patto di stabilità, dell´insularità, dei trasporti, e della autonomia finanziaria dell´isola e delle entrate
«Il governo intervenga sulla crisi»

CAGLIARI – «Il Governo nazionale tace sulle richieste del sindacato relativamente alla rimozione delle cause strutturali della crisi produttiva e del lavoro in Sardegna. Infatti, per ora, il rapporto tra Regione e Governo nazionale non si è concretizzato con un tavolo politico e istituzionale per trattare, insieme con le parti sociali, le questioni ancora irrisolte del patto di stabilità, della autonomia finanziaria della Regione e delle entrate, del costo energetico, dell’insularità e dei trasporti». Esordiscono così in una nota pubblica, le segreterie regionali confederali della Sardegna sulll’imminente visita dei ministri Passera e Barca fissata per domani, nel territorio sofferente del Sulcis Iglesiente.

«Mentre si parla addirittura di non approvare la manovra finanziaria e di bilancio per il 2013, causa la mancata rimozione dei vincoli del patto di stabilità anche sulle risorse aggiuntive e disponibili, e mentre in Sardegna la povertà dilaga con quasi 700 mila persone in questa condizione, una delegazione del Governo, dopo mesi e anni di lotta, viene per proporre un piano anticrisi nel Sulcis che ci auguriamo realmente adeguato alla drammaticità della crisi che vive quel territorio» dichiarano con scetticismo i segretari sardi dei sindacati Enzo Costa della Cgil, Mario Medde della Cisl, e Francesca Ticca della Uil.

«La consapevolezza che noi abbiamo è che per quella zona e per la Sardegna diventi indispensabile e irrinunciabile una risposta che non tamponi semplicemente le difficoltà, ma che intervenga sulle cause vere della crisi - rimarcano con sfiducia i segretari sindacali e aggiungono - il timore di un’altra delusione è giustificato da passate e presenti esperienze e da una visita che, per ora, appare male organizzata, con una interlocuzione di cui non si conoscono chiaramente i soggetti e con contenuti, che siamo in attesa di conoscere, e sui quali, al di là delle proposte del sindacato, non si è capito chi abbia trattato».

«Ciononostante i ministri siano benvenuti, non solo per la storica educazione dei sardi ad accogliere bene gli ospiti, ma anche per la speranza che le istituzioni nazionali capiscano il debito, storico e recente, che hanno verso la Sardegna, anche se l’esperienza è quella di un passaggio che lascia tracce per niente durature, indelebili solo sui mass media» concludono nella lettera Cgil, Cisl, Uil.



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