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A.B. 18 novembre 2012
Super Inps: insidie per la Sardegna
Il segretario generale Fp Cisl Davide Paderi e la segretaria regionale Cisl sarda Oriana Putzolu lanciano l’allarme per l’arrivo di nuovi disservizi per pensionati pubblici e privati e per i lavoratori
Super Inps: <i>insidie</i> per la Sardegna

CAGLIARI - «Anche dalla Sardegna si leva un coro di “no” dei lavoratori interessati per le negatività e i tagli alla qualità dei servizi di welfare sul territorio che il super ente “Inps” + ex “Inpdap” è destinato inevitabilmente a provocare. Un unico pachiderma centralizzato, che non nasce da una riforma virtuosa e moderna, ma fa leva solo su tagli agli organici e al salario dei lavoratori e soprattutto non tocca i veri sprechi e le diseconomie di sistema». Questo l’incipit del comunicato congiunto firmato dal segretario generale Fp Cisl Davide Paderi e dalla segretaria regionale Cisl sarda Oriana Putzolu, che lanciano l’allarme per l’arrivo di nuovi disservizi per pensionati pubblici e privati e per i lavoratori.

«Sono quasi duemila nell’Isola i lavoratori coinvolti in questo processo confuso e pieno di contraddizioni, considerato che alcune questioni sono state al momento frenate per la mobilitazione nazionale confederale e di categoria. La vertenza nazionale ha effetti notevoli anche sul territorio, in Sardegna. Qualità – spiegano - tempistica ed efficienza dei servizi previdenziali locali saranno, infatti, pesantemente condizionati da una ragionieristica riorganizzazione, inserita nella legge di stabilità ma ispirata dai principi della spending review. La Giunta Regionale non può stare alla finestra e aspettare la tempesta futura. Come fatto due anni fa, e con esito positivo (quando si stavano chiudendo o declassando tredici sedi Inps in Sardegna) la politica sarda (parlamentari, Giunta e Consiglio Regionale) dovranno ragionare con il Governo su soluzioni alternative rispetto ai tagli e al confuso riordino del sistema».

«Gli organici di Inps, ex Inpdap, ma anche di Inail ed ex Enpals nell’Isola sono all’osso poiché i tagli sono stati fatti già da tempo compresi i vari declassamenti di sedi. Il cresciuto numero degli utenti delinea scenari di disservizi dovuti alla riduzione di personale e allo smantellamento di sedi periferiche. In una terra dove, assieme ad altri fattori, i servizi pubblici rappresentano un presidio sociale e un elemento di sviluppo per i territori, smantellare il sistema dei servizi gestiti dall’Inps, Inpdap e Inail non è un problema solo per i lavoratori e gli utenti, ma anche un problema per la politica e le istituzioni che non hanno fatto nulla per modificare questa ulteriore pagina negativa per la Sardegna. Per queste ragioni - concludono Paderi e Putzolu - la Cisl sarda chiede con forza alla politica sarda di essere attiva e protagonista per non protestare dopo e a cose fatte».



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