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S.A.
1 febbraio 2013
Cisl: «reimpiego discriminante»
Attesa forzata per una parte dei lavoratori in mobilità e cassa integrazione in deroga impegnati in servizi di pubblica utilità. La Cisl chiede alla Regione di modificare la normativa

CAGLIARI - «Come ampiamente previsto, il riavvio dei percorsi di reimpiego dei lavoratori in mobilità e cassa integrazione in deroga, impegnati in servizi di pubblica utilità presso gli Enti pubblici (Comuni, Province, Asl, ecc.) sarebbe stato causa di tensioni, di discriminazioni e di forti contrasti». A riferirlo è la Cisl nell'incontro del 29 gennaio scorso presso l’assessorato regionale del lavoro.
«Come sindacato - dice il segretario Giovanni Matta - avevamo denunciato lo sconquasso prevedibile che la decisione avrebbe assunto condannando una minoranza di lavoratori, 130 su circa 600, interessati ad una forzata attesa solo perché, a differenza della maggioranza, avevano come responsabilità la presentazione dell’istanza di riconoscimento del sussidio con qualche ora, se non minuto, di ritardo. Ora accade che per questo motivo, nello stesso comune, alcuni lavoratori riprenderanno il lavoro ed altri no».
La "colpa" secondo il sindacato è «di una visione ossessivamente burocratica dei funzionari preposti all’istruttoria del procedimento e, soprattutto, per mancanza di coraggio politico nel definire una risposta che non comporterà nessun procedimento di favore per questi lavoratori ma solo un atto di giustizia». Per questo la Cisl sarda «chiede all’assessore di firmare oggi stesso le determine e contribuire cosi, entro lunedì, a superare le discriminazioni provocate da questa decisione».
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