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Red
18 febbraio 2013
Il mistero buffo di Salvatore Marino
Salvatore Marino sulla graticola ad Alghero a causa del rinvio a giudizio per questioni legate all´epoca dell´assessorato provinciale. Di seguito la lettera aperta inviata in redazione da Argentino Tellini: Vizi privati, pubbliche virtù del Centro sinistra algherese

ALGHERO - Salvatore Marino, attuale presidente della Secal, sulla graticola ad Alghero a causa del rinvio a giudizio per questioni legate all'epoca dell'assessorato provinciale. Di seguito la lettera aperta inviata in redazione da Argentino Tellini: Vizi privati, pubbliche virtù del Centro sinistra algherese.
Cose strane ad Alghero. I giornali online locali parlano da giorni con insistenza delle dimissioni dalla Secal di Salvatore Marino, da poco rinviato a giudizio per abuso d'ufficio. Ieri anche il Sindaco Stefano Lubrano le ha auspicate, pur potendolo tranquillamente sollevare dall'incarico, visto che proprio lui lo ha nominato nelle settimane scorse. I Partiti di Maggioranza finora le dimissioni non le hanno chieste, almeno in maniera ufficiale. Alcuni suoi esponenti lo hanno fatto però in maniera ufficiosa, cioè sottobanco, come spesso purtroppo si fa in questi casi, alla maniera dei massoni o dei carbonari. Difficilmente infatti il Sindaco, se non oggetto di forti pressioni, sarebbe arrivato a questo "auspicio" a mezzo stampa. In politica funziona spesso così, inutile negarlo. Marino è stato indicato in seguito al famoso “casting” per le Società Partecipate, oggetto di interminabili discussioni in seno alla coalizione nei mesi scorsi . Inoltre non risulta essere in “quota” a nessuna forza politica (Alghero Migliore ad esempio nega che il Presidente attuale della Secal sia un uomo che faccia riferimento al loro movimento).
Questo metodo, abiura del metodo Cencelli e della vecchia politica, valorizzazione massima delle competenze personali, confronto tra i curriculum per tutti gli incarichi delle Partecipate Comunali, è stato fortemente voluto da Sindaco stesso, partiti e movimenti civici del centro sinistra locale, con qualche mal pancia del Pd. Uno dei primi a farne le spese è stato Elias Vacca, brillante avvocato algherese del Pdci, nonché uno dei pochi leaders nazionali che Alghero esprime tuttora. Vacca in estate ha avuto l'idea di proporsi in maniera trasparente alla guida della Meta, Partecipata Comunale che gestisce cultura, spettacoli e turismo, con un notevole budget economico da gestire. Apriti cielo, mai lo avesse fatto. E' partito un fuoco di fila amico senza precedenti. Ogni scusa per gli alleati era buona da usare contro l'avvocato comunista. Risultato? Meta ancora senza guida (si parla addirittura della bizzarra ipotesi di una conduttrice di Sky tg 24) e risse continue sulle nomine e sui criteri, con i talebani fustigatori di Alghero Migliore in prima linea.
Ma torniamo a Marino. Perché tanto accanimento? Il rinvio a giudizio non è infatti una condanna, anzi questi tipi di reati amministrativi la maggior parte dei casi si sono risolti con l'assoluzione dell'imputato . Evidentemente ad Alghero non si può avere un Presidente della Secal, docente stimato e amatissimo dagli alunni, laureato in Scienze Economiche e Bancarie, libero professionista , sul cui capo però pende un procedimento giudiziario. Ma la cosa più strabiliante non è questa: l’ipotesi di reato di Marino, per il medesimo atto, è in concorso con altre 24 persone fra le quali il Sindaco di Sassari Gianfranco Ganau, il Presidente della Provincia Alessandra Giudici, l’attuale Presidente dell’Asi Franco Borghetto, l’attuale Consigliere Regionale PD Valerio Meloni, più altri Consiglieri Comunali e Provinciali in carica. Il reato contestato riguarda atti di routine che si fanno nell’interesse della Pubblica Amministrazione e non aventi, nella fattispecie, natura di interesse privato. Una situazione che può coinvolgere in ogni momento qualunque amministrazione che si trova nelle condizioni di dover assumere urgenti provvedimenti di governo.
Ma in diversi, nel centro sinistra di Alghero, hanno una loro specificità, un indelebile marchio di fabbrica: cambiano posizione a seconda delle latitudini, giustizialisti in casa, garantisti a Sassari e Cagliari. Non si capisce infatti il motivo per cui autorevoli esponenti politici del centro-sinistra algherese (alcuni presenti in quelle Istituzioni), per semplice analogia, non abbiano chiesto le dimissioni o nulla hanno avuto da dire su Ganau, Giudici, Borghetto e gli altri, tutti rinviati a giudizio, ripeto, per lo stesso identico procedimento di Salvatore Marino, che tra l'altro tale procedimento l'ha subito , neanche proposto. Mistero, nessuno ha detto nulla, nessuno ha obbiettato qualcosa, nessuno ha chiesto le loro dimissioni, tutti muti come pesci. I suddetti politici incriminati continuano, e ci mancherebbe, a governare. La presunzione di innocenza vale per tutti, meno per Marino ovviamente, unico colpevole senza che sia arrivata la sentenza, l'unico a cui viene chiesto in maniera subdola di dimettersi. A lui non è arrivata neanche una parola di solidarietà da parte dei suoi alleati, altro rospo amaro da ingoiare. Qual'è il peccato originale che deve scontare Salvatore Marino per subire questa vergognosa disparità di trattamento? Qualcuno lo dovrà spiegare agli algheresi, possibilmente togliendosi dal muretto a secco in cui si è nascosto.
Nella foto: Salvatore Marino
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