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S.A.
16 marzo 2013
Lavoro, a fine 2012 persi 30mila posti
E´ la rilevazione, su dati Istat, contenuta nel periodico trimestrale di analisi del mercato del lavoro della Sardegna. La riflessione del segretario generale Cisl sarda

CAGLIARI - Nel quarto trimestre 2012 si sono persi 30 mila occupati (da 602 mila a 572 mila) rispetto al periodo precedente, in considerazione della fuoriuscita dal mercato del lavoro degli stagionali del comparto turistico alberghiero e 15 mila rispetto al 2011. E' la rilevazione, su dati Istat, contenuta nel periodico trimestrale di analisi del mercato del lavoro della Sardegna, Congiuntura Lavoro Sardegna. Sempre nel quarto trimestre il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 16,4%, in valori assoluti 112mila unità, anche questo uno dei dati più alti degli ultimi dieci anni, e senza tener conto del fenomeno dello scoraggiamento.
Nello stesso periodo il numero degli occupati dell’industria è stato di 36mila unità, a fronte dei 48.000 dello stesso trimestre del 2010. Su base annua, nel 2012, i lavoratori avviati a tempo determinato sono stati 193.873, a fronte dei 193.692 cessati. Quelli avviati a tempo indeterminato 57.742, contro i 58.697 cessati. Da evidenziare il leggero saldo attivo sul tempo determinato e il saldo passivo sull’indeterminato. Ma quel che caratterizza un mercato del lavoro asfittico è il peso del lavoro a tempo determinato, più di tre volte superiore di quello a tempo indeterminato.
«Dunque un numero di occupati troppo esiguo per rilanciare il sistema economico regionale e per promuovere la competitività, con un peso insufficiente dell’industria in rapporto ai servizi e al terziario, e con una precarietà del lavoro che è tutt’altro rispetto a quella flessibilità così spesso lodata come strumento per rivitalizzare mercato del lavoro e impresa» è la riflessione del segretario generale Cisl sarda, Mario Medde. «Ecco perché il laburismo - conclude - cioè una strategia dello sviluppo imperniata sul valore del lavoro, rappresenta l’unico sbocco possibile per una svolta nel Governo dei problemi dell’Isola e per avviare una nuova stagione dopo quelle della Rinascita e dell’Autonomia».
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