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Antonio Burruni
12 luglio 2013
La poesia di Ivan Graziani conquista Alghero
Il recital portato in scena da Daniele Monachella, Stefania Ambroggi e Marco Pintus ha conquistato il pubblico che ha assiepato la Torre di Sulis ben oltre i posti disponibili. Uno spettacolo che avrebbe di certo meritato un impianto come il Teatro Civico

ALGHERO - Un poeta prestato alla musica. Come Fabrizio De Andrè o Giorgio Gaber. Questo è Ivan Graziani, nello splendido ricordo portato in scena mercoledì da Daniele Monachella, Stefania Ambroggi e Marco Pintus. Un recital che ha ipnotizzato e conquistato il pubblico, che ha assiepato la Torre di Sulis ben oltre i posti disponibili. Uno spettacolo (“RecitArt-Impressioni, arte, musica e teatro”) che avrebbe di certo meritato un impianto come il Teatro Civico, purtroppo ancora inutilizzabile.
Come ha spiegato Monachella, le canzoni di Ivan Graziani sono poesie, storie che, lette senza musica, reggono benissimo. Poi i suoi graffi, le sue stonature, i suoi timbri da “bambina impertinente” o da chitarra scordata arricchivano il quadro. Un quadro appunto, visto che Ivan si diplomò in pittura nel 1969 ad Urbino e da li unì idealmente l’Italia alla Svezia con i suoi fumetti. E con la chitarra al posto della matita, disegnava e presentava al pubblico i quadri dipinti nella sua mente.
Un Ivan Graziani contro tutte le violenze mentali verso il prossimo: metteva in guardia il suo pubblico con “Pigro” e poi con “Maledette malelingue”, naturale evoluzione del precedente pezzo. E si parte nel suo giro d’Italia delle emozioni: da Alghero (con “Franca ti amo” e con i bastioni spagnoli e le spille di corallo tra i capelli di Manuela) alla Firenze di “Canzone triste”, passando per l’Abruzzo (per il “folletto con la chitarra”, la vera culla del moderno rock & roll), fino a sconfinare con “Lugano addio). Un tour accompagnato dalle sue donne dipinte: da Marta a Manuela, da Franca a Federica, fino alla dolce Agnese.
La rappresentazione chiudeva il progetto “RecitArt” voluto dall’“Associazione Culturale Impressioni” per avvicinare i giovani al mondo del cantautore di origini algheresi e per promuovere il valore formativo della musica, dell’arte e della recitazione. L’ingresso era libero ma, nella convinzione che la cultura possa essere un veicolo per la solidarietà, l’Associazione Impressioni ha voluto dedicare la serata all’“Aicca-Associazione Italiana Cardiopatici Congeniti”, che in città si sta adoperando per l’acquisto di defibrillatori semiautomatici da destinare alle comunità algherese.
Nella foto: Un momento dello spettacolo
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