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Luigi Coppola
1 novembre 2005
Trionfo al Verdi di Sassari per l’Elisir d’Amore
Si è conclusa lunedì 31 ottobre la programmazione del melodramma in due atti di Gaetano Donizetti. Trionfo da tutto esaurito per la compagnia diretta da Michele Mirabella. Il regista: “L’ho fatto con tanta passione…”. Fra gli interpreti sul palco, Giannetta è Sara Garau

SASSARI – Alle ventitré esplode il loggione. Il boato dei settori più popolari infiamma la platea in una prolungata ovazione. E’ il pubblico delle grandi occasioni, che ha esaurito il Teatro Verdi di Sassari in ogni posto, fuori abbonamento (sabato e domenica, i primi due turni) che rende omaggio agli attori cantanti, all’Orchestra dell’Ente Concerti Marialisa De Carolis col Direttore Julian Kovatchev. Un tripudio accompagna, uno per uno l’uscita di tutti i protagonisti, le comparse, il regista Michele Mirabella. Affabile, elegante nel suo completo blue, non cela la visibile soddisfazione per lo spettacolo, davvero alto nell’esecuzione. Dopo la posa per le varie foto di rito, lascia il palco stretto da tante persone: conoscenti, amici, semplici estimatori che desiderano salutarlo o chiedere un autografo. Aplomb discreto, semplice non si nega a nessuno, sfoderando una cortesia estrema, quella dell’ascolto che sicuramente lo rende così popolare. Dottor Mirabella, sembra un gioco di parole: L’Elisir D’Amore, con la regia dell’autore conduttore dell’Elisir televisivo. Ci può anticipare altre primizie in regia circa prossime produzioni liriche? “..Ho in programma il Barbiere di Siviglia a San Severo e un “Don Pasquale” a Chieti…” – Possiamo dire che il melodramma di Donizetti è l’elogio dell’amore umano, voluto in tutti i modi, anche ricorrendo ad espedienti magici. Secondo lei nella nostra società esiste un Elisir d’Amore? “…No, assolutamente no: c’è solo…la musica..!..”. Lo lasciamo stringere decine di mani: ad una signora che lo ringrazia di essere giunto a Sassari, quasi si schernisce: “…l’ho fatto con tanta passione…”. Proprio la passione è il filo conduttore dell’operetta comica, presentata la prima volta a Milano (Teatro La Canobbiana) il 12 maggio 1832, dall’autore nato a Bergamo nel 1797. La vicenda amorosa che anima il giovane campagnolo, timido sempliciotto Nemorino (splendido tenore, Ricardo Mirabelli), alle prese con la giovane possidente Adina (soprano Cinzia Rizzone) è segnata dalla presenza del rivale Belcore (Basso, Roberto Accurso), titolato ufficiale di guarnigione. Per guadagnare i favori della sognata fanciulla e sottrarla da promessa sposa del gendarme, il giovane non esiterà a fidarsi dei magici rimedi di Dulcamara (Basso Comico, Antonio De Gobbi). Il famoso medico, esclusivo inventore del miracoloso dolcetto, rivelatosi una patacca, sarà scoperto maldestro ciarlatano. Nemorino, per pagarsi l’elisir, s’arruola in guarnigione al soldo del rivale Belcore. Purificatosi dai fumi alcolici del farmaco liquoroso e dagli appetiti suscitati in tutte le popolane del contado (Giannetta, brillante soprano Sara Garau, è principale interessata) per un’inaspettata eredità familiare, potrà dichiarare il suo folle amore per Adina che non aspetta altro, giurando eterna fedeltà. Un lieto fine che segue le celebre “furtiva lacrima” mirabilmente eseguita dal tenore. Le scene ed i costumi di Paolo Rovati, l’Orchestra Ente Concerti “Marialisa De Carolis”, il Maestro Gabriele Verdinelli, le coreografie di Giuseppina Perantoni hanno reso a Sassari una gran serata della lirica internazionale.
Nella foto Michele Mirabella
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