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Alguer.itnotiziealgheroSaluteSanità › La Dirindin ad Alghero per il nuovo "Palazzo della Sanità". Ospiterà 13 nuovi ambulatori
Monica Caggiari 19 novembre 2005
La Dirindin ad Alghero per il nuovo "Palazzo della Sanità"
Ospiterà 13 nuovi ambulatori
Disastroso il quadro che ha dipinto, l’assessore regionale alla sanità Nerina Dirindin, durante la tavola rotonda di ieri pomeriggio, organizzata dalla Asl, a margine dell’inaugurazione del nuovo poliambulatorio : «Il governo ci ha comunicato ad ottobre una decurtazione del 50 percento dei fondi che avremo previsto per le politiche sociali del 2005»
La Dirindin ad Alghero per il nuovo

ALGHERO - Gli utenti algheresi potrebbero usufruire di alcuni servizi del nuovo Poliambulatorio entro la fine del 2005. Così Bruno Zanaroli, direttore generale dell’Asl n°1, che ieri, 18 novembre, ha inaugurato, insieme al sindaco Marco Tedde, la struttura di Via degli Orti. L’edificio, verticalizzato su 5 piani e dal costo complessivo di 4 milioni e mezzo di euro, andrà a sostituire, incrementandoli successivamente, i servizi attualmente garantiti nei locali di Via Catalogna, fatta eccezione per il Sert. Ospiterà, infatti, uffici amministrativi e 13 ambulatori specialistici, che con la nuova ubicazione faranno risparmiare all’azienda sanitaria 400 mila euro annui sui canoni di locazione. All’inaugurazione, che è stata il momento centrale della giornata dedicata a progetti e proposte in materia di sanità, hanno fatto da contorno un incontro–dibattito, iniziato la mattina e portato avanti dopo il taglio del nastro, con la partecipazione del presidente della Commissione regionale Sanità, Pierangelo Masia, dell’Assessore provinciale Marco di Gangi e dall’Assessore regionale Nerina Dirindin, con la mediazione di Bruno Zanaroli. Il percorso tracciato dalla referente sulla sanità del governo Soru, ha rivelato in primo luogo la preoccupazione per l’imminente attuazione, sul territorio italiano, della Devoluzione, che potrebbe significare, a fronte dell’obbligo costituzionale ancora vigente di garantire l’assistenza sanitaria, un carico maggiore sui contribuenti di quelle regioni, come la Sardegna, con una disponibilità di risorse inferiore. Nerina Dirindin si è poi soffermata sul momento difficile, che la regione vive sulla scia del grave deficit nazionale, soprattutto in materia di risorse per le politiche socio–assistenziali, anello debole del disastrato bilancio italiano. Abituata a rimboccarsi le maniche ha, però, anche esposto le intenzioni del governo regionale in merito al riequilibrio delle spese sanitarie. Vi sarebbe, infatti, la possibilità di ridurre il disavanzo spendendo meno e meglio, secondo una ricetta più volte proposta, che mira alla riduzione della spesa farmaceutica, in Sardegna al 17% contro il 13% imposto a livello nazionale. Sulla base del recupero di risorse per interventi a costo zero, sarebbe inoltre necessario indurre medici ospedalieri e di base ad una collaborazione al fine di erogare i farmaci nei presidi ospedalieri, con un abbattimento del 50% sulla spesa regionale. A ruota sono poi seguiti i suggerimenti sull’assistenza sanitaria domiciliare, che dovrebbe essere potenziata con progetti personalizzati, finanziabili a costi inferiori; poi ancora la razionalizzazione delle spese per la messa a norma degli edifici ospedalieri e un riordino complessivo del intero corpo del personale, che dovrà essere allocato con una più attenta valutazione delle limitazioni nell’operatività di medici e infermieri, personale amministrativo e tecnico, tutti in dovere di svolgere esattamente quelle mansioni per le quali sono stati assunti, senza limitazioni e restrizioni, talvolta ridicole, dell’operatività. Una riorganizzazione complessiva, quella prospettata dall’Assessore regionale, che si spera possa risollevare un settore da troppo tempo in costante declino, mentre la società invecchia e le richieste specifiche aumentano.

Nella foto un momento della tavola rotonda
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