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Luigi Coppola
22 novembre 2005
Ad Alghero "Il Canto del Cigno" di Mario Scaccia inaugura la stagione di prosa 2005/2006
S’alza il sipario al rinnovato Teatro Civico. La drammaturgia di Anton Cechov nell’adattamento di Giorgio Serafini Prosperi è la prima commedia delle otto in palinsesto. Il debutto della XXVIa Edizione CEDAC, mercoledì 30 novembre

ALGHERO – Con la prima commedia della XXVIa edizione del circuito teatrale regionale sardo, promosso da CEDAC Sardegna, s’alza il sipario del rinnovato Teatro Civico. Sarà la Compagnia Moliere (Teatro Politeama di Catanzaro), diretta dal decano della prosa italiana, Mario Scaccia, ad inaugurare il salotto della cultura cittadina. Riadattato nei testi da Giorgio Serafini Prosperi, con la coreografia di Giuseppe Marcucci e Massimo Bizzarri, i costumi di Atonia Petrocelli, diretto in regia dallo stesso Scaccia, andranno in scena il 30 novembre “Il Canto del Cigno” di Anton Cechov. La versione proposta da Prosperi è principalmente un inno al teatro, fatto con cuore e passione dove ogni atto dell´esistenza umana si confonde con la vita vera, sino ad identificarsi nella recitazione di un grande attore. Mario Scaccia nasce a Roma nel 1919. Il padre è un pittore. Appena terminato il secondo conflitto mondiale, nel 1945 s’iscrive all’Accademia d’Arte Drammatica di Roma. E’ l’erede naturale di Ettore Petrolini. La particolare attestazione gli deriva proprio dalla vedova del grande attore, quando nel lontano 1967, entrando nel suo camerino, al termine dell’interpretazione “Chicchignola” al Teatro Quirino, con la regia di Maurizio Scaparro, lo ringraziò nell’aver rivisto il “suo uomo”. Il rapporto comune che lega Scaccia a Petrolini, consiste principalmente in quel rapporto umano tra scena e platea, una passione che s’esprime nell’improvvisazione, importantissima per l’attore che calca la scena, definita dal Petrolini come “slittamento recitativo”. Fondamentale nella carriera artistica di Scaccia, l’incontro sulla ribalta con Edoardo, sin dalla fine degli anni sessanta. Nel 1972 il Maestro napoletano lo volle al suo Teatro, il San Ferdinando, riservandogli il camerino del Direttore, inaccessibile a tutti anche per la presenza di una cassaforte incastonata nel muro. Il legame forte tramutò in amicizia. Nel ’75, Edoardo chiamato in TV per registrare la sua produzione, volle Scaccia in due commedie: “De Pretore Vincenzo” e “L’arte della commedia”, dove incarnò il famoso curato mangiacastagne. L’esperienza Edoardiana rimane una dei ricordi più belli dell’attore romano che identifica nel drammaturgo partenopeo un gran direttore, prima di un grande attore. Nel Canto del Cigno, Scaccia stralcia l’episodio del vecchio attore rimasto chiuso in un teatro di notte, aprendo la confessione alla sua personalità umana e sulla storia, tramite le corrispondenze intercorse con il nonno di Prosperi (critico teatrale del quotidiano “Il Tempo”). La prima esperienza imprenditoriale con il Politeama di Catanzaro, induce il maturo regista a chiarire la sua intenzione di proseguire l’attività teatrale piuttosto che annunciarne il ritiro per la veneranda età. Contento il pubblico che correrà ancora ad onorarlo.
Alghero Teatro Civico 30 novembre ore 21.00
Nella foto Mario Scaccia
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