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Carmelo Spada 22 maggio 2014
Tensione all'ex convitto, lunedì arriva il Vescovo
Mentre il Parlamento stava approvando il decreto Lupi sull’emergenza abitativa, le 5 famiglie che occupano dallo scorso dicembre lo stabile in piazza della Mercede, hanno steso sulla facciata due striscioni: “Il comune ci vuole fuori Vergogna” e “Vogliamo il Vescovo
Tensione all'ex convitto, lunedì arriva il Vescovo

ALGHERO - Con un tempismo ineccepibile, mentre il Parlamento stava approvando il decreto Lupi sull’emergenza abitativa, le 5 famiglie che occupano dallo scorso dicembre lo stabile in piazza della Mercede, hanno steso sulla facciata due striscioni: “Il comune ci vuole fuori Vergogna” e “Vogliamo il Vescovo”. Gli slogan non sono passati inosservati e richiamano l'attenzione dell'opinione pubblica sull'emergenza abitativa in città (ci sarebbe già un provvedimento di esproprio ndr).E dopo che l’esecutivo guidato da Matteo Renzi ha dovuto richiedere ancora una volta il voto di fiducia per ottenere l’assenso a un provvedimento presentato dallo stesso ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, il piano Casa è diventato legge.

Tra gli altri aspetti prevede, per coloro che occupano abusivamente una casa, l’estromissione per 5 anni dalle graduatorie di assegnazione di alloggi pubblici e il divieto di allaccio ad acqua, luce o gas. Quale rilevanza può avere per le 5 famiglie (complessivamente 19 persone compresi diversi minori) che occupano lo stabile di piazza delle Mercede? Praticamente nessuno perché da almeno vent’anni non si costruiscono e assegnano alloggi di edilizia popolare ad Alghero; anzi una graduatoria lunga diverse centinaia di aspiranti esiste, ma sono solo 10 gli alloggi ultimati, ma non ancora assegnati nella borgata di Sa Segada.

Gli occupanti di piazza della Mercede, non fanno del facile vittimismo, non vogliono impietosire, con dignità raccontano le loro storie, le loro difficoltà, i contributi ricevuti dai servizi sociali per pagare qualche affitto delle loro precedenti residenze, le mensilità arretrate, la decisione, o meglio la necessità, dell’atto compiuto, la consapevolezza dell’illegalità. Però – dicono – di non aver danneggiato nessuno, perché lo stabile era disabitato e sporco, una volta ospitava il convitto dell'Alberghiero. Lo hanno ripulito e reso funzionanti gli scarichi e le tubature ed ora possono fare un doccia. Ora è questa, nel bene e nel male, loro casa. E mentre la campagna elettorale per le amministrative è in una fase di massima intensità per l’imminenza del voto, gli occupanti non si rivolgono alla classe politica catalana, ma alle autorità ecclesiastiche. Da sempre attente a rilevare il disagio sociale. E anche questa volta hanno fatto sapere che presto, lunedì prossimo, il vescovo vuole incontrarli.



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