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M. P. 4 giugno 2014
Porto Torres, 88 locali con macchine mangiasoldi
Il fenomeno della Ludopatia che crea una vera e propria dipendenza fra la popolazione con dati sempre più allarmanti, è stato affrontato ieri in commissione servizi sociali
Porto Torres, 88 locali con macchine <i>mangiasoldi</i>

PORTO TORRES - Il fenomeno della Ludopatia che crea una vera e propria dipendenza fra la popolazione con dati sempre più allarmanti, è stato affrontato ieri in commissione servizi sociali, grazie ad una mozione presentata dal consigliere Angelo Canu che è riuscito a richiamare l’attenzione sul problema del gioco d’azzardo e sul proliferare delle macchinette “mangiasoldi”. Non potendo vietare l’uso delle slot machine che arredano proficuamente la gran parte dei locali pubblici (bar, circoli, sale giochi), Canu ha proposto di “ premiare” chi sceglie di non dotarsi delle fatidiche macchinette e dall’altra di dare fastidio e mettere in cattiva luce proprio la pratica del gioco d’azzardo, che seppure sia perfettamente legale (lo Stato gode di un guadagno notevole), sta mandando letteralmente in rovina migliaia di famiglie non solo a Porto Torres.

«La parte patologica e la prevenzione sono gli aspetti che il Comune potrebbe curare – sostiene Andolfi – intervenendo attraverso un’opera di sensibilizzazione nelle scuole». La tessera sanitaria potrebbe essere utilizzata per capire quante persone si dedicano al gioco d’azzardo, è una delle misure previste dal Testo Unico sulla ludopatia votata dalla Commissione affari sociali della Camera. I dati anagrafici dei giocatori potrebbero essere registrati attraverso il sistema “tessera sanitaria”, il quale mette a disposizione funzioni per rilevare il numero e l’entitá delle somme giocate anche in modo progressivo dai giocatori, al fine di consentire agli stessi di autoescludersi dal gioco, anche temporaneamente, e che permettono ai giocatori medesimi di prevedere un eventuale limite alla somma giocata.

Il presidente della commissione Pietro Satta ha precisato i quattro livelli di intervento fatti durante la riunione: un controllo da parte della polizia amministrativa per verificare se gli esercenti che detengono le macchinette siano in regola; un coinvolgimento più ampio della tematica attraverso i tecnici della Asl e il Serd, insieme a tutti i comuni dell’aria vasta che fanno parte del Plus; la possibilità di incentivare gli esercenti attraverso una politica di riduzione delle tasse comunali e di proposta di sgravi fiscali; una politica di sensibilizzazione delle scuole.

L’Assessore ai servizi sociali Piera Casula ha aggiunto che è possibile un confronto non solo con il Serd ma anche con le associazioni che si occupano delle patologie da gioco, oltre a investire sulla cartellonistica di marketing sociale per disincentivare il gioco d’azzardo, sempre più diffuso, basti pensare che in città si contano 88 locali che possiedono tali macchinette. Pier Luigi Fiori evidenzia che sul regolamento relativo all’utilizzo delle macchinette, si legge che queste devono essere distanti un metro uno dall’altra, regola che non viene rispettata. Toni Chessa precisa che non bisogna trascurare l’obiettivo della mozione, quello di affrontare il problema alle radici.



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