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M. P.
27 giugno 2014
A Porto Torres con abiti usati si fa solidarietà
Iniziativa di solidarietà in via Lussu, nella bottega dell'usato in cui chiunque può portare indumenti o accessori per essere venduti con un'offerta minima di 3 euro. Il ricavato verrà devoluto in beneficienza
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PORTO TORRES - Lo scopo principale è quello di fare beneficienza. E’ ciò che ha a cuore Anna Maria Acciaro, una delle promotrici del progetto, che si è adoperata insieme a Piera Tedde e ad altri membri dell’associazione di volontariato “I Colibrì” in iniziative di solidarietà, per i quali la distribuzione di abiti usati è un mezzo per raccogliere fondi e diffondere il proprio messaggio di impegno sociale. Si tratta di una bottega di indumenti e accessori usati, raccolti dagli stessi volontari, lavati e messi in “vendita”, con un contributo minimo di 3 euro, presso il locale situato in via Emilio Lussu, messo a disposizione gratuitamente da un imprenditore locale che ha appoggiato l’iniziativa.
Il sostegno viene garantito da tutti quelli che donano degli oggetti o abiti e danno un’offerta acquistando la roba raccolta dagli stessi volontari dell’associazione, di cui è presidente Speranza Pinna.«Vorrei mettere in evidenza la generosità delle persone che ci portano le cose da mettere in offerta, cose scelte con cura e a volte belle profumate e poi ancora la sensibilità di chi viene a "comprare" con semplicità e divertimento solo per appoggiare il progetto», ha dichiarato Anna Maria Acciaro. La bottega apre tutte le mattine dalle ore 10.30 alle 12.30. L’intero ricavato in denaro, una volta detratte le spese per la gestione del servizio, verrà interamente devoluto in beneficenza: una parte sarà destinata all' associazione "I Colibrì", un' altra a famiglie bisognose della città. Un’ iniziativa il cui obiettivo non è di tipo economico, ma offre sostegno a persone in situazione di disagio, creando una nuova opportunità di crescita alla cultura della solidarietà, della sobrietà e della tutela dell’ambiente, ponendosi in posizione critica rispetto all’ottica consumistica dell’usa e getta. |
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