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Red
17 maggio 2006
Facoltà di Architettura, nuovo libro di Silvano Tagliagambe

ALGHERO - Nuovo appuntamento con la Facoltà di Architettura di Alghero. Il 18 maggio, alle ore 18.00, presso la sala “Eleonora d’Arborea” in Piazza Università a Sassari, si potrà assistere alla presentazione del nuovo libro di Silvano Tagliagambe “Le due vie della percezione e l´epistemologia del progetto”, edito da Franco Angeli. Silvano Tagliagambe si è laureato in filosofia a Milano con Ludovico Geymonat e si è specializzato in fisica a Mosca. Ha insegnato Filosofia della Scienza nelle università di Cagliari, Pisa e ‘La Sapienza’ di Roma. È condirettore della rivista Nuova Civiltà delle Macchine, fondata da Francesco Barone ed attualmente è professore ordinario di Filosofia della Scienza presso la Facoltà di Architettura di Alghero. La sua ultima opera è incentrata sull’analisi del “paesaggio”, non più percepito come panoramica naturalità del mondo, quanto piuttosto come iscrizione dell’umano nel territorio. Il paesaggio è la sua scrittura sull’insignificanza primordiale dell’evento naturale. Come ricorda Michel Serres, il termine “paesaggio” deriva da pagus, animato dalla radice indoeuropea pak, che significa “piantare”, e chi vi opera, ossia il paesano, è fondatore del paese, iscrittore pagano (ancora da pagus) di una religione dei padri. Il paesaggio non è, dunque, un dato naturale, ma è già un punto di vista sul mondo, una costruzione della mente, un’immagine culturale che si sovrappone sempre e comunque all’entità fisica e misurabile costituita dallo spazio fisico. Non si tratta, semplicemente, di un’imposizione dall’esterno di schemi concettuali e percettivi sulla realtà, quanto piuttosto del fatto, ben più sottile e profondo, che la stessa “realtà naturale” è stata costruita via via attraverso questi schemi. C’è una corrispondenza reciproca fra mentale e reale: per questo, come scrive Zanzotto nel suo Bestiario Veneto, l’unico modo corretto di rapportarsi al paesaggio è paesaggire, ovvero “leggere i segni del cambiamento in quello che vediamo”. Non più, dunque, usare il paesaggio come schermo o fruirlo passivamente, ma utilizzarlo come deposito di tracce. Delle nostre tracce. Tra i lavori più importanti di Silvano Tagliagambe ricordiamo Scienza, filosofia, politica in Unione Sovietica. 1924-1939 (Feltrinelli, 1978); La mediazione linguistica (Feltrinelli, 1980); L´epistemologia contemporanea (Editori Riuniti, 1991); L´impresa tra ipotesi, miti e realtà (in collaborazione con G. Usai, ISEDI, 1994); Epistemologia del confine (Il Saggiatore, 1997); La città possibile (in collaborazione con G. Maciocco, Dedalo, 1997); Epistemologia del Cyberspazio (Demos, 1997); L´albero flessibile. La cultura della progettualità (Masson, 1998); Il sogno di Dostoevskij. Come la mente emerge dal cervello (Cortina, 2002). L’intervento dell’autore sarà preceduto dalle presentazioni di Fabio Bacchini, docente di Epistemologia del Progetto, Alessandro Fonti, docente di Storia dell’Architettura e Giovanni Maciocco, docente di Pianificazione Ambientale, territoriale ed architettonica nonché Preside della Facoltà di Architettura di Alghero.
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