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Antonio Burruni
19 giugno 2006
Il Parco di Porto Conte secondo Salmòn
Presentato sabato scorso nei locali del Caval Marì il volume di Roberto Salmòn dal titolo "Alghero. La città antica e il parco di Porto Conte”

ALGHERO - La natura, come sempre al centro del pensieri di Roberto Salmòn, in un volume presentato sabato pomeriggio. L’autore, da sempre vicino all’ambiente e conosciuto attivista di “Italia nostra”, ha potuto parlare della sua opera, “Alghero. La città antica e il parco di Porto Conte”, davanti ad un buon numero di appassionati intervenuti nei locali del Caval Marì. A coordinare l’evento è stato chiamato Gianfranco Russino, presidente dell’Area Marina Protetta Isola Piana – Porto Conte, che ha introdotto dapprima il vice sindaco Antonello Muroni e poi Claudio Calisai, rappresentante della Panoramika Editrice, che ha pubblicato il libro. Proprio Calisai ha tenuto a sottolineare che l’opera ha richiesto oltre un anno di tempo per la pubblicazione, perché si è cercato di preparare tutto al meglio, visto il valore storico, culturale ed ambientale di un territorio che andrebbe valorizzato giorno per giorno. E’ stato poi Russino a illustrare le varie parti del libro, partendo dall’apertura, un saggio scritto dallo storico Tonino Budruni. La seconda parte dell’opera è teorica, ma più che una fredda teorizzazione astratta, è la trasposizione della passione profonda dell’autore per la zona presa in esame. Si prosegue poi con una vera e propria guida turistica del Parco, per chiudere poi parlando di mare, non come ultimo argomento da trattare, ma in un continuum del paesaggio tra terra e acque. Tra le righe del libro di Salmon c’è una sequenza armonica, intrisa di passione, che per essere compresa pienamente, richiede una lettura attenta, quasi ripetuta più volte. La zona è descritta non pedissequamente, ma attraverso il racconto della vita vissuta da chi anima quotidianamente il territorio. Il Parco è un luogo dove la natura è protetta e preservata dall’uomo presente, per l’uomo del futuro. Salmon mette quindi l’uomo al centro della natura, perché ha il potere di intervenire sull’andamento e ha la grossa responsabilità di non poter sbagliare. Ma l’autore va anche oltre il singolo luogo. Parla di esperienze personali accumulate in molti viaggi effettuati in altre zone del Mediterraneo, non per dire che vanno copiate, ma perché se ne possono trarre buoni dettami anche per il nostro ambiente. Quindi, non teorie campate per aria, ma esempi documentati e dettagliati. Il lettore viene portato a riflettere. Salmon interpreta anche il fenomeno della globalizzazione. Per lui non è un fine che spaventa, ma uno strumento utile nella localizzazione. Le conoscenze portate dal modo globale infatti, potranno servire per migliorare i singoli luoghi analizzati. Il pubblico ha potuto usufruire della lettura di alcuni passi dell’opera grazie all’interpretazione di Annette Bodenhoff e Lea Gobbato.
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