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M.S. 5 gennaio 2007
Precari, Vacca: «La ricreazione è finita»
Il deputato Pdci attacca l´amministrazione: impasse figlia del clientelismo
Precari, Vacca: «La ricreazione è finita»

ALGHERO - Elias Vacca entra in campo sulla questione dei precari comunali: dopo l´incontro con i dipendenti comunali e con l´assessore al personale Antonello Muroni il deputato del Pdci chiarisce la situazione locale alla luce delle leggi nazionali. L´obiettivo comune resta la stabilizzazione dei lavoratori precari, anche se Vacca mette dei paletti alla "regolarizzazione selvaggia". «La responsabilità della attuale situazione, spiega Vacca, non può essere taciuta e deve essere ascritta a tutte le amministrazioni, quella in carica anzitutto, che abbiano operato con spregiudicatezza in modo tale da costituire, L.S.U. a parte, una pianta organica parallela di 130 lavoratori senza diritti, appesi al filo della riconferma secondo il livello di gradimento dell’amministratore di turno. L’esatto opposto di ciò che la pubblica amministrazione dovrebbe essere quanto a indipendenza ed imparzialità». Per qanto riguarda la legge Bersani e la Finanziaria Vacca mette i puntini sulle i riguardo alle condizioni del passaggio dalle collaborazioni a tempo a quelle a tempo indeterminato: «Dette norme prevedono che si passi da un regime fasullo come quello del co.co.co. al rapporto di lavoro subordinato sia pure a tempo determinato, per poi giungere al rapporto di lavoro a tempo indeterminato. L’esatto contrario della “chiamata” che fino ad oggi è stata utilizzata premiando Tizio piuttosto che Caio e costituendo con i chiamati rapporti privi delle garanzie del lavoro dipendente». Il deputato dei Comunisti Italiani identifica nei metodi di reclutamento utilizzati fino ad ora la vera causa dell´instabilità dei dipendenti comunali a rischio: «La cultura clientelare ha allignato anche tra i lavoratori più qualificati. Oggi, continua Vacca, i nodi vengono, purtroppo per i lavoratori, al pettine e l´anomalia costituita da tale sistema di reclutamento del tutto discrezionale ed irrazionale rivela tutte le proprie zone d’ombra». Vacca è caustico nei confronti dell´amministrazione, responsabile a suo dire di non avere utilizzato dei parametri di assunzione oggettivi in grado di garantire maggiori garanzie di continuità ai lavoratori: «Quei lavoratori che sanno di essere stati ingaggiati in forza di rapporti di “fiducia” con questo o quell’amministratore sappiano che la ricreazione è finita, aggiunge Vacca, e che i loro referenti politici avranno qualche difficoltà in più alla pratica clientelare. E’ evidente che delle situazioni anche drammatiche scaturenti dalla precarietà non si può e non si deve sorridere, neppure quando esse tocchino i proverbiali “amici degli amici”, ma è altrettanto vero, conclude, che la stabilizzazione dei lavoratori secondo prove selettive e comparative restituirà la speranza a chi tanto ha studiato e si è preparato e purtroppo non è amico di nessuno».

Nella foto Elias Vacca



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