Un gruppo di immigrati sardi che vivono a Dublino incontrerà l´amministratore delegato della compagnia aerea, lanciando un mssaggio forte ai politici: restituitesci il diritto alla mobilità
ALGHERO - «Noi popolo sardo immigrato a Dublino ci stiamo muovendo per risolvere la situazione "drammatica" per quanto riguarda il nostro aeroporto di Alghero. A breve avremo un incontro con l'amministratore delegato Ryanair, il signor O'leary, nel quale discuteremo il nostro disagio e la nostra problematica». Poche ma chiare le parole di un gruppo di immigrati sardi che vive nella capitale irlandese, sede della compagnia aerea low cost più importante d'Europa. Purtroppo, quella stessa compagnia ha cancellato 14 rotte dallo scalo algherese per i mancati finanziamenti incassati dalla Regione (propritaria dell'aeroporto) e l'aumento delle tasse aeroportuali da parte del Governo Renzi.
I giorni corrono e la speranza pure in attesa del vertice a Dublino con i sindaci di Alghero e Sassari [
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LEGGI]. La questione tiene banco da mesi fra analisti, giornalisti, politici, imprenditori e operatori turistici. Ma per la prima volta sono i sardi all'Estero che prendono una posizione: «non possiamo più tornare in patria come una volta e ci dovremo accontentare di una volta l' anno, e non solo, dovremo affrontare scali su tutta Europa, i costi dei biglietti saranno il 50% in più rispetto alle offerte Ryanair, dovremo affrontare un viaggio di circa 12 o 24 ore, rispetto alla tratta diretta di 3 ore(dublino/Alghero)» spiega Daniela Pedes che ha promosso anche una mobilitazioen sul web.
«Siamo sardine in mezzo all'oceano» è la sua definizione per spiegare la difficoltà che ogni giorno vivono i sardi costretti ad abbandonare «il nostro paradiso». E nel finale "recapitano" un duro messaggio verso Roma: «Sapere che il nostro governo ladro, ci toglie anche l unica opportunità che ci è rimasta, quella di vedere i nostri famigliari, la nostra terra, questo ci fa rabbia, e noi da qui faremo il possibile per salvare il nostro aeroporto, la nostra economia e tutte le persone che lavorano nello scalo». L'auspicio è che riescano a sentirlo fino a Cagliari.