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A.B.
18 febbraio 2007
La Coldiretti si riunisce a Berchidda
«Il valore del territorio ed il futuro del sistema dell’impresa agricola del nord Sardegna», questo l’argomento del dibattito che vedrà protagonisti i rappresentanti della provincia di Sassari e della Gallura

SASSARI - Territorio e mondo della campagna finalmente a confronto. È l’ambizioso obiettivo che si pongono Coldiretti Sassari e Coldiretti Gallura attraverso il momento di dibattito previsto per lunedì 19 febbraio a Berchidda, presso l’auditorium comunale, alle ore 11 e durante il quale, per la prima volta in provincia, il mondo rurale proverà a capire le novità che provengono dall’Unione Europea a proposito di “Siti di interesse comunitario” e di “Zone di Protezione Speciale”. Al seminario, intitolato “Il valore del territorio”, parteciperanno Giovanni Vacca E Giommaria Sassu, rispettivamente direttore e presidente per la provincia di Sassari, e Fausto Sanna, presidente della Coldiretti gallurese. A sviscerare la tematica sarà Stefano Masini, responsabile del settore Ambiente e Territorio della Confederazione Nazionale Coldiretti unitamente all’intervento di Cicito Morittu, assessore regionale della Difesa dell’Ambiente. Le conclusioni sono affidate al direttore regionale di Coldiretti Sardegna, Vitangelo Tizzano. Modererà il dibattito, Pasquale Porcu, giornalista della “Nuova Sardegna”. Sono previsti interventi degli assessori provinciali all’Ambiente e all’Agricoltura di Sassari e Gallura, oltre che di numerosi rappresentanti della amministrazioni pubbliche e del territorio. «L’Unione Europea – spiegano i vertici di Coldiretti – è intervenuta dal punto di visto normativo attraverso la cosiddetta “Direttiva Habitat”, nella quale vengono istituiti una serie di siti da proteggere definiti di “importanza comunitaria” (SIC) e zone speciali di conservazione (ZPS) destinati a far parte di una rete ecologica comunitaria denominata Natura 2000, a cui applicare specifiche misure per la salvaguardia, il mantenimento ed, eventualmente, il ripristino di un habitat naturale soddisfacente alle specifiche peculiarità del sito stesso. Non si tratta ne di parchi né di aree protette – specificano dalla Coldiretti – quanto piuttosto di un sistema in grado di garantire la salvaguardia di specie o ecostistemi caratteristici di particolari aree. Ecco perché di tale normativa non possono disinteressarsi le imprese agricole, che, pur nella consapevolezza della necessità di una valutazione complessiva del problema, devono comunque fare i conti con le proprie strategie e orientarsi al mercato alla luce di tali regole».
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