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A.B.
28 marzo 2007
«Anche in Sardegna, la Polizia di Stato è a rischio-colasso»
Dal Coisp "Sardegna" arriva un appello al Governo perchè non si pregiudichi l’apporto e l’impiego della Polizia sarda, che non si è mai tirata indietro

CAGLIARI - I tagli operati dalla recente legge finanziaria incominciano a produrre i suoi drastici effetti, anche nel campo della sicurezza pubblica. «Eppure, quello della Sicurezza – evidenzia il Segretario Generale Regionale del Coisp ”Sardegna” Gilberto Pisu – è un bene primario che i governi devono garantire sempre». Lo scenario delineato da Pisu è assai semplice nella sua esposizione. Se non si operano investimenti che permettano alle Forze di polizia di garantire la sicurezza, ne deriva un maggiore impegno e una maggiore difficoltà da parte delle forze preposte. «Infatti – sostiene Pisu – l’ulteriore taglio degli stanziamenti, rispetto all’esercizio del 2006 (ammontano a circa 1.261milaeuro le spese sostenute per il carburante dei veicoli della polizia sarda ed a 623milaeuro le spese sostenute per la manutenzione dei veicoli), in virtù dei disposti dalla legge finanziaria 2007 (ammontano a 310milaeuro gli stanziamenti per il primo semestre per l’acquisto di carburante e 372milaeuro le somme destinate alla manutenzione dei veicoli), non consente di poter corrispondere al fabbisogno necessario, per l’anno in corso, per garantire l’ordinario servizio di vigilanza delle pattuglie anche auto o moto impegnate nel controllo del territorio sardo». Sarebbe dunque un taglio pari al 50percento dei fondi per spese irrinunciabili che provocherebbero, fatalmente, una riduzione del servizio. Non solo, pende la scure ministeriale su chi determina eventuali situazioni debitorie, che non potranno essere ripianate, con l’avvertenza che ricadranno sulla esclusiva responsabilità contabile di chi compie l’eventuale danno erariale o su chi ha disposto e ratificato la spesa. «Una situazione insostenibile - conclude il Segretario Regionale – al limite del collasso, ed a nulla servono le accorate denunce dei Questori delle province sarde».
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