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Monia Chessa
26 giugno 2007
Carcere, agenti in rivolta
Gravi irregolarità e turni massacranti, esplode la protesta della polizia penitenziaria che chiede il rispetto dell’accordo

ALGHERO - E’ passato un mese ma nessuna delle condizioni messe a verbale nella missiva è stata attuata dalla dirigenza del carcere algherese. Infatti l’ accordo del 17 maggio 2007 presso gli uffici dell’Istituto Penitenziario, tra la direzione e l’organizzazione sindacale (O.s.a.p.p.), prevedeva di utilizzare al meglio le risorse umane disponibili nella struttura. Migliorare l’organizzazione del lavoro, distribuendolo equamente i ruoli garantendo così quei diritti fondamentali duramente conquistati dagli addetti ai lavori. Il S.i.n.a.p.p.e., (sindacato autonomo della polizia penitenziaria) chiede un intervento urgente alle massime autorità dell’Amministrazione Penitenziaria, per violazioni contrattuali e di diritto sindacale. La Dirigenza del carcere insiste nel mantenimento di un’organizzazione nel lavoro non corrispondente all’Accordo Quadro Nazionale. I poliziotti penitenziari impiegati in quattro diversi turni, sono costretti a carichi irregolari di lavoro che tra l’altro non consentono un recupero psico-fisico della persona. «La decisione della dirigenza algherese, - cita il comunicato -di accorpare solo le unità lavorative denominate n.3 e n.4 e relegare i suoi componenti alla sola stretta sorveglianza dei detenuti, all’interno delle sezioni detentive, e al servizio di vigilanza armata sul muro di cinta, può essere classificata come una disparità di trattamento nei confronti di alcuni a svantaggio di altri. Inoltre il personale che vi opera è costretto a subire una programmazione dei turni quasi giornaliera per sopperire anche alle esigenze della restanti unità lavorative che possono beneficiare invece di una programmazione del servizio a lungo termine in base ad esigenze e aspettative. Il personale componente è beneficiato da esenzioni da turni serali, notturnI e festivi evitando soprattutto il servizio di vigilanza armata sul muro di cinta. Anche la sottrazione di poliziotti di agenti per destinarli a mansioni e servizi d’ufficio è da ritenersi irregolare e priva di ogni fondamento giuridico».
Nella foto d'archivio agenti in protesta
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