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A.B.
26 settembre 2007
Maxi sequestro di slot machine in tutta Italia
L’operazione della Guardia di Finanza denominata “Black slot” ha portato ad un ingente sequestro di “macchinette” con il bollino “Gioco sicuro”. Interventi delle Fiamme Gialle anche ad Alghero

ALGHERO – Ieri mattina, alle ore 9, è scattata l’operazione della Guardia di Finanza denominata “Black slot”. Nel nord Sardegna, le operazioni sono condotte dal Comando Provinciale di Sassari, coadiuvato da tutti i reparti dipendenti, Alghero, Olbia, Ozieri, Palau, Porto Torres, Santa Teresa di Gallura, Sassari e Tempio Pausania. I controlli nell’Isola interessano slot machine irregolari , dislocate in novecento bar, pub, locali notturni ed altri esercizi pubblici delle province di Sassari ed Olbia-Tempio. Ma l’operazione è assai attiva anche nel nord Italia, I militari del Comando Provinciale di Venezia, coadiuvati da altri reparti del corpo dislocati sull’intero territorio nazionale, su richiesta di sequestro preventivo emesso dal Gip Antonio Liguori e dal Sostituto Procuratore Giorgio Gava. Il sequestro interessa oltre ottantamila slot machine irregolari dislocate in quarantanovemila bar, pub, locali notturni ed altri esercizi pubblici del territorio nazionale. Le stesse, sebbene autorizzate e garantite dai Monopoli di Stato con il logo “Gioco sicuro”, hanno consentito vincite oltre i limiti consentiti. Le dichiarazioni di conformità, fornite dagli enti certificatori all’Aams, infatti sono risultate ideologicamente false. L’attività di indagine ha avuto origine da segnalazioni effettuate al servizio di pubblica utilità “117”, da cittadini che asserivano di aver perso cifre esorbitanti nel gioco alle macchinette in questione, emergeva l’utilizzo della scheda denominata “Black slot”, ritenuta non conforme. Le slot machine controllate, venivano quindi sequestrate, anche se regolarmente collegate al circuito dell’Aams. La perizia tecnica del software depositato nella sede centrale confermava le ipotesi degli operanti, riscontrando l’assoluta irregolarità degli apparecchi che, pur essendo collegati in rete, permettevano, attraverso la modalità di gioco “Joker Frenzy”, vincite superiori ai cinquanta euro, limite massimo prescritto dalle norme vigenti. Il sistema permetteva il frazionamento di grosse vincite, con altrettante di importo non superiore ai cinquanta euro, ma interconnesse tra loro con la modalità “Bonus”. Dall’indagine sono già emerse centinaia di società, con sede in tutto il territorio nazionale, interessate nella produzione, certificazione e commercializzazione della scheda “Black shot”, così come quelle “Stack slot” e “Terza dimensione”, individuate nel seguito delle indagini, anch’esse irregolari e non conformi, come dimostrato da ulteriori perizie.
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