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Red
2 ottobre 2007
Una città scossa dalle tragedie
Alghero si interroga sul perché di tante sciagure. Grande sgomento e tristezza in città per la tragica scomparsa del giovane algherese

ALGHERO – Una città di quarantamila abitanti, con tanti fatti di sangue alle spalle ed immani tragedie. Alghero si interroga sul perché di tante sciagure. In soli tre anni cinque suicidi. Era il settembre del 2004 quando Giovanni Idda, veterinario originario di Villanova ma residente in città, lascia una lettera d’addio e si suicida nelle falesie di Capo Caccia. Passano pochi giorni ed in una cabina dell’Enel, di fronte all’Ospedale Marino, viene ritrovato il corpo di Gesuino Contu. Al suo fianco un biglietto d’addio ed alcuni medicinali, forse usati per morire. A metà ottobre, era un venerdì, duplice tragedia nel giro di poche ore. Una giovane ventiquattrenne trovata riversa all’interno di un portone nella centrale via Mazzini, deceduta dopo aver ingerito una dose letale di psicofarmaci e alcool. Altro doloroso suicidio a qualche ora di distanza: Una donna di mezza età, dopo essersi calata in mare nella zona del Lido di prima mattina, si lascia morire per annegamento. Il corpo riemergerà solo verso le 14 presso il Lungomare Dante, quando alcuni passanti danno l’allarme. Lo stesso anno il tragico volo di trenta metri in cui perde la vita Paolo Crabuzza, un giovane poco più che maggiorenne. Oggi Alghero deve piangere un’altra morte, figlia forse di un malessere che sempre più spesso attanaglia tanti ragazzi delle giovani generazioni. Giovanni Crabuzza vola dal nono piano del "grattacielo", nel quartiere della Pietraia. Così un giovane di soli ventitre anni, è andato incontro alla morte. Enorme la tristezza e lo sgomento in città per la tragica scomparsa. Era da poco passata la mezzanotte di domenica scorsa, quando un inquilino del palazzo ha notato il corpo nella tromba delle scale. La memoria schizza subito a quel triste novembre di tre anni fa, quando Paolo, fratello minore della vittima, veniva trovato all’alba riverso a terra in una pozza di sangue, nello stesso palazzo. Difficile capire i perché del gesto, come difficile è digerire la scomparsa di due giovani ragazzi con tutta una vita davanti. I conoscenti si interrogano sui motivi di una tale sciagura, nel contempo la città attonita si chiude nel silenzio. Enorme la tristezza di parenti, amici e conoscenti, ma non solo. Per la seconda volta in pochi anni la famiglia Crabuzza, già pesantemente segnata dalla prematura scomparsa di Paolo, si ritrova immersa in una immane tragedia.
Nella foto il "grattacielo" nel quartiere della Pietraia
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