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Luigi Coppola
12 novembre 2007
Il Teatro Stabile della Sardegna omaggia Aldo Moro
Debutta a Roma, in prima nazionale, l’opera di Corrado Augias e Vladimiro Polchi. La vicenda tragica che sconvolse la storia politica della Repubblica, in scena il 20 novembre al Teatro Eliseo con la regia di Giorgio Ferrara. Dal 28 novembre al 2 dicembre inaugura il circuito Cedac al Teatro Alfieri di Cagliari

CAGLIARI – La nuova produzione del Teatro Stabile di Sardegna debutta a Roma con l’opera prima della stagione di prosa 2007/2008, in collaborazione con O/TE Teatro Eliseo. Proprio questo teatro della capitale, ospiterà il debutto, fissato per martedì 20 novembre, di “Aldo Moro, una tragedia italiana”. La rappresentazione, per le vicende narrate e per l’indubbia portata storica dell’evento, è certamente un evento unico nella stagione teatrale 2007/2008. A Cagliari inaugurerà il nuovo circuito regionale di prosa organizzato da Cedac Sardegna, con repliche al Teatro Alfieri dal 28 novembre al 2 dicembre. Il progetto nasce dalla collaborazione ormai collaudata di quattro grandi personalità, Augias, Polchi, Ferrara e Bonacelli, che ha già realizzato insieme una trilogia di gran successo (Processo a Caio Giulio Cesare, Processo a Nerone, Processo a Tiberio) e che ora propongono questa “tragedia doppia, per la vita degli uomini assassinati e per quella lunga prigionia conclusa con la morte di un uomo di valore”. La ricostruzione teatrale, diretta in regia da Giorgio Ferrara “ripercorre la cronaca del più tragico sequestro politico del nostro secondo dopoguerra: le lettere, i documenti, le immagini d’archivio, i commenti, i punti di vista, la ricostruzione dei fatti fino al drammatico epilogo”, utilizzando “le numerose lettere scritte da Moro dalla “Prigione del Popolo”, dal celebre libro che Leonardo Sciascia ha dedicato a questo capitolo della storia italiana e dal recente adattamento cinematografico di Marco Bellocchio, “Buongiorno notte”. Antonio Cabiddu, presidente del Teatro Stabile di Sardegna, commentando questa produzione, ne sottolinea il valore non solo teatrale ma civile: “Ho creduto nel progetto fin dall’inizio. Il teatro-documento è una tipologia di teatro che abbiamo frequentato fin dagli anni ’70 e dunque ben s’inserisce nel percorso affrontato in tutti questi anni di lavoro. A questo si unisce la stima negli autori, nel regista e negli attori. In quest’occasione Bonacelli è affiancato da un giovane attore, Lorenzo Amato, un bambino all’epoca dei fatti narrati. Portare a teatro la vicenda Moro, una cronaca non solo politica ma anche e soprattutto umana, assolve il compito di mantenere vivo il ricordo dell’accaduto ed è un atto di coscienza civile.” - E aggiunge - “Lo spettacolo su Aldo Moro completa l’impegno produttivo del Teatro Stabile della Sardegna per il 2007, dopo L’anima buona del Sezuan di Bertold Brecht, per la regia di Stefano Randisi ed Enzo Vetrano, che ha debuttato a maggio, e Goldoni Terminus di Edoardo Erba, Tena Stivicic, Rui Zink, regia di Toni Cafiero, rappresentato in prima assoluta al Festival Internazionale del Teatro “La Biennale di Venezia”. Un grande impegno per la continuità del discorso teatrale in Sardegna che non mancherà di tornare buoni risultati nel pubblico e nella critica.
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