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Red 10 maggio 2020
«Oristano non riapre»
Lo ha deciso il sindaco Andrea Lutzu, dopo aver sentito l’unità di crisi comunale e le associazioni di categoria: «I dati in nostro in possesso, ma soprattutto quelli che non abbiamo, ci impongono di agire con grande prudenza. Mi riferisco all’indice di trasmissibilità Rt che per Oristano, così come per la gran parte dei Comuni dell’Isola non è stato comunicato»


ORISTANO – Domani, lunedì 11 maggio, ad Oristano, le attività inerenti i servizi alla persona (quali, a titolo di mero esempio, saloni di parrucchieri, estetisti, tatuatori secondo quanto previsto dall'Ordinanza n.20 della Regione autonoma della Sardegna) e quelli di vendita di abbigliamento, calzature, gioiellerie, profumerie, non riapriranno. Lo ha deciso il sindaco Andrea Lutzu, dopo aver sentito l’unità di crisi comunale e le associazioni di categoria: «I dati in nostro in possesso, ma soprattutto quelli che non abbiamo, ci impongono di agire con grande prudenza. Mi riferisco all’indice di trasmissibilità Rt che per Oristano, così come per la gran parte dei Comuni dell’Isola non è stato comunicato». Già ieri (sabato), il primo cittadino aveva scritto una nota congiunta sull'argomento, assieme agli omologhi Mario Conoci di Alghero ed Andrea Soddu di Nuoro [LEGGI].

«È indispensabile conoscere il valore dell’indice di trasmissibilità. Lo è perché Oristano non solo è capoluogo e uno dei principali centri dell’Isola, ma è anche sede ospedaliera e di altri i portanti presidi sanitari ,oltre che di tanti servizi che comportano un’altissima circolazione di persone. Per questo motivo, in linea con quanto riferito dallo stesso presidente Solinas, riteniamo sia indispensabile conoscere il dato della città e quello dell’area urbana che comprende anche i comuni limitrofi e solo dopo averlo conosciuto e valutato, potremo prendere le decisioni più opportune. La situazione attuale non consente fughe in avanti. Nei giorni scorsi – sottolinea il sindaco Lutzu - abbiamo disposto tutte le riaperture possibili e consentito tutte le attività che si possono svolgere in sicurezza. Per i servizi alla persona non esistono ancora tutte le condizioni perché si possa disporre un’apertura in sicurezza».

«Nella consapevolezza della condizione di difficoltà che stanno vivendo e nell’assoluta certezza di operare a tutela non solo dell’interesse generale, ma anche del loro e di quello dei loro clienti in particolare, chiediamo a tutti gli operatori di avere pazienza ancora qualche giorno. È nostra intenzione far riaprire quanto prima, anche prima di quanto disposto dal dpCm del presidente Conte, e quindi probabilmente anche prima del 18 maggio, ma questo potrà avvenire solo se le condizioni sanitarie lo consentiranno. Questo tempo potrà servire a tutti gli operatori economici interessati di preparare i loro locali alla ripresa, che ovviamente dovrà avvenire nel rispetto delle prescrizioni delle autorità sanitarie. A partire dalle mascherine e guanti, fino alle procedure per disinfettare la strumentazione di lavoro per operare in totale sicurezza. È dura dover chiedere un ulteriore sacrificio a chi ormai da troppo tempo attende di ricominciare a produrre, ma rischiare un contrordine per una ripresa della diffusione della malattia sarebbe decisamente peggio» conclude Lutzu.
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