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Cor 31 agosto 2020
«Sanità, silenzi preoccupanti»
Il comitato Acabàura tenta di dare una sveglia sulla drammatica situazione in cui versa la sanità nel territorio e punta Michele Pais e il sindaco di Alghero Mario Conoci: «preoccupa soprattutto il silenzio dell’Amministrazione locale che pare attendere un deus ex machina»
«Sanità, <i>silenzi</i> preoccupanti»

ALGHERO – «Il comitato Acabàura non abbassa la guardia sul destino della sanità del Nord-Ovest della Sardegna, né potrebbe farlo visto l’emendamento al Disegno di Legge n 112, a firma sardo leghista, che verrà discusso in Consiglio Regionale martedì 1 settembre. Un emendamento, che aggiunge un 17/bis al 17, che richiede il passaggio dell’Ospedale Marino di Alghero dall’ATS Sardegna all’AOU di Sassari, senza indicare le motivazioni e le analisi che sottendono una tal richiesta e, soprattutto, senza descriverne, oltre ai benefici, anche gli svantaggi, visto che c’è solo un flebile, evanescente accenno al passaggio dell’Ospedale Civile a DEA di 1° Livello, senza accenno alle modalità con cui potranno essere comunque mantenuti i requisiti e gli standard previsti dalla normativa vigente e indispensabili per il passaggio».

Così dall’associazione algherese costituitasi in difesa della sanità nel territorio, composta tra gli altri da alcuni rappresentanti del mondo politico e sanitario locale, tra cui Lina Bardino e Paola Correddu. Le precisazioni arrivano a poche ore di distanza dall'intervento di Giovanni Baldassarre Spano, in nome e per conto del gruppo Uniti contro la chiusura dell’Ospedale Marino. «Una superficialità da brivido quella dei nostri proponenti che, a detta dell’On. Peru, come abbiamo avuto modo di sentire nella sessione straordinaria del Consiglio Comunale del 2 agosto, sarebbero sostenuti dal Presidente del Consiglio Regionale, vero artefice di questa operazione, colui che, con vigore e determinazione avrebbe dovuto battersi perché venisse attuato quando previsto dal Documento XVI, Ridefinizione della Rete Ospedaliera della RAS, approvato nella seduta del 25 ottobre 2017».

«E invece, ciò che è stato messo nero su bianco ormai da tre anni, Alghero DEA di 1° Livello, continua a rimanere sulla carta, e ci si affanna per far passare un emendamento dai dubbi benefici per la nostra sanità visto che non è affatto da escludere che il transito dell’Ospedale Marino precluda la possibilità di avere il primo livello, considerato che si tratta di un passaggio dalla rete ospedaliera territoriale a quella universitaria, mentre l’Ospedale Civile continuerebbe ad essere territoriale. Insomma, anni di battaglie rischiano di essere inficiati dalla richiesta di questo emendamento di cui i cittadini algheresi non sentivano certo la necessità. Il 1° Livello continua ad essere una chimera perché certezze sulla sua realizzazione non ve ne sono. Anzi, aumentano le incertezze. Università e Azienda Sanitaria sono due parrocchie diverse, ciascuna con il proprio bilancio, con propri percorsi organizzativi e di assunzione del personale, con la propria dirigenza e proprie disposizioni interne».

«Come potrebbe l’Ospedale Civile disporre di specialità come ortopedia e traumatologia, che non sono sotto la sua gestione? A chi dovrebbe rispondere il personale del Marino, chi farebbe la pianificazione dei carichi di lavoro, chi darebbe le disposizioni, chi organizzerebbe le ferie e le sostituzioni, la dirigenza università o quella aziendale? E perché l’Ortopedia e la Traumatologia non possono ritornare ad essere un’eccellenza all’interno della rete ospedaliera territoriale? E come può l’Ospedale Civile diventare DEA di 1° Livello se non c’è l’accorpamento di tutti i reparti specialistici in un’unica struttura, considerato che l’obiettivo da raggiungere era anche quello di eliminare i servizi doppione e i trasferimenti continui dei pazienti da via Don Minzoni a via I Maggio e viceversa? Tutte questioni aperte su cui la politica continua a tacere. E preoccupa soprattutto il silenzio dell’Amministrazione locale che pare attendere un deus ex machina che risolva questa tragica situazione» conclude la nota del comitato Acabàura.



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