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Red 9 ottobre 2020
Avifauna marina: Capo Caccia caso studio
L’eccezionale nidificazione del falco pescatore a Porto Conte suscita l’interesse degli esperti. Ieri, Casa Gioiosa ha ospitato un seminario tecnico per discutere le migliori strategie per la gestione presente e futura della specie


ALGHERO - Il Parco regionale di Porto Conte e l’Area marina protetta Capo Caccia–Isola Piana chiamano a Casa Gioiosa i migliori esperti nazionali e internazionali per studiare le migliori strategie di gestione presente e futura per la conservazione del falco pescatore. La recente nidificazione assolutamente spontanea di una coppia di falchi pescatori è un evento assolutamente eccezionale, che ha acceso i riflettori su Porto Conte. Riflettori già accesi peraltro dall’altrettanto recentissimo avvistamento e successiva nidificazione dell’avvoltoio capovaccaio, anche questo evento assolutamente straordinario nel panorama italiano. Due eventi che portano le aree protette algheresi nell’elité dei parchi più biodiversi nell’ambito dell’avifauna marina.

Ieri (giovedì), a Casa Gioiosa erano presenti il presidente del Parco nazionale dell’arcipelago toscano e presidente di Federparchi Giampiero Sammuri che, oltre ad essere un punto di riferimento dei parchi italiani, è ornitologo e studioso da quasi vent’anni del falco pescatore, e tra i protagonisti della reintroduzione in Toscana del rapace pescatore. Oltre a lui, in collegamento da remoto ha partecipato Jean Marie Dominici del Parco regionale della Corsica, un punto di riferimento internazionale per la gestione del falco pescatore nell’area del Mediterraneo occidentale. Inoltre, presente il riferimento apicale per l’area dell’avifauna migratrice dell’Istituto superiore per la ricerca e protezione ambientale: Fernando Spina. E’ stata l’occasione per tracciare l’esperienza italiana e corsa nella gestione della specie, ma anche raccontare cosa negli anni ha comunque fatto il Parco regionale di Porto Conte per favorire il ritorno alla nidificazione del falco pescatore, grazie a uno specifico progetto dai costi ridottissimi avviato già dal 2012.

Erano presenti anche il direttore del Parco nazionale dell’Asinara Vittorio Gazale, già direttore del Parco di Porto Conte all’epoca dell’avvio del primo progetto di gestione del falco pescatore. Dopo i saluti del presidente del Parco di Porto Conte Raimondo Tilloca, a coordinare i lavori c'era il direttore Mariano Mariani, che ha poi formalmente insediato il nuovo tavolo tecnico interistituzionale che dovrà lavorare a un progetto di ampio respiro, che consenta di creare nuove condizioni ambientali per la crescita delle riproduzioni e far si che, da specie estivante, il falco pescatore ritorni ad essere a pieno titolo nidificante. «Questi due eventi eccezionali del 2020 con due riproduzioni concluse con successo sue due specie fino ad oggi solo di passaggio in Sardegna testimoniano semmai ci fosse bisogno che Porto Conte e Capo Caccia possiedono un ruolo di non poco conto nel panorama conservazionistico dell’avifauna migratrice», ha dichiarato Mariani.

Nella foto: un momento dell'incontro
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11:19
«Questo patrimonio ora va salvaguardato e incrementato, con l’apporto di tutti. Il nostro non mancherà», assicura il consigliere comunale e membro dell´Assemblea Gabriella Esposito


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