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A.B. 26 novembre 2020
Il Covid non ferma la vela ad Alghero
Altro che noia, la vela entusiasma i giovani. Sicuramente gli oltre cento studenti dell'Istituto “Roth”, che hanno debuttato in barca e iniziato a veleggiare grazie alla “Sailing for living”
Il <i>Covid</i> non ferma la vela ad Alghero

ALGHERO - Altro che noia, la vela entusiasma i giovani. Sicuramente gli oltre cento studenti dell'Istituto “Roth” di Alghero, che hanno debuttato in barca e iniziato a veleggiare grazie alla “Sailing for living”. Un successo per la scuola di vela di Alghero condotta da Dario Delogu e Giulio Falchi che quest'anno hanno lavoro tanto con le scuole e i giovani.

«Siamo partiti lo scorso anno scolastico con quaranta studenti del corso Amministrazione finanza e marketing sportivo, quest'anno ne abbiamo coinvolto 110 - sottolinea il dirigente scolastico del Roth Angelo Parodi - La scelta di ampliare l'offerta formativa della scuola è nata dalla necessità di trovare valide alternative agli sport di contatto vietati dalle recenti restrizioni sanitarie; la vela si è rivelato essere una delle discipline più sicure», come si legge in un documento del Coni. «La collaborazione tra l'Istituto Roth e la Sailing for living dimostra - sostengono Delogu e Falchi - che è possibile coinvolgere gli studenti nella pratica di discipline alternative agli sport comunemente praticati in ambito scolastico». Un'ottima opportunità per estendere la pratica della vela: «Abbiamo proposto – prosegue Dario Delogu - lezioni teoriche e pratiche e, alla fine del corso, gli studenti hanno acquisito e rafforzato le nozioni relative ai venti, alle andature, ai nodi, la capacità di armare e disarmare un'imbarcazione, di condurre in maniera autonoma una deriva ma, sopratutto, hanno imparato a collaborare e a lavorare in team».

Si punta a coinvolgere anche scuole di altre regioni Questa esperienza positiva incoraggia i Sailing for living ad ampliare i confini: «La conferma dei punti di forza della vela e ci invoglia a proseguire in questa direzione e a coinvolgere non solo gli studenti di Alghero, ma anche quelli di altre città». Anche al di fuori dell'Isola, come sottolineano Delogu e Falchi: «Vorremo collaborare anche con altre scuole d'Italia proponendo stage di tre giorni o anche di una settimana; un'opportunità per recuperare, valorizzare e diffondere la cultura marinaresca che si sta perdendo. Questo ci permetterebbe, inoltre, di creare ulteriori opportunità di lavoro anche in bassa stagione e far conoscere la nostra città. La scuola può essere un volano per raggiungere questi obiettivi».



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