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28 dicembre 2020
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La poesia del lunedì: Gabriele d’Annunzio
Il Quotidiano di Alghero si arricchisce della rubrica settimanale “La poesia del lunedì”, ciclo di video-letture scelte ed interpretate da Pier Luigi Alvau
LE STIRPI CANORE
I miei carmi son prole delle foreste, altri dell’onde, altri delle arene, altri del Sole, altri del vento Argeste. Le mie parole sono profonde come le radici terrene, altre serene come i firmamenti, fervide come le vene degli adolescenti, ispide come i dumi, confuse come i fumi confusi, nette come i cristalli del monte, tremule come le fronde del pioppo, tumide come le narici dei cavalli a galoppo, labili come i profumi diffusi, vergini come i calici appena chiusi, notturne come le rugiade dei cieli, funebri come gli asfodeli dell’Ade, pieghevoli come i salici dello stagno, tenui come i teli che fra due steli tesse il ragno. _ Gabriele d’Annunzio _ (1863-1938) |
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