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G.M.Z. 23 aprile 2021 video
Una foresta sulle alghe abbandonate a Maria Pia
Si complica la situazione ad Alghero, dove da ormai due anni si ritrovano ammassate enormi quantità di posidonia e sabbia. Infestanti e nuove piante arboree trovano le migliori condizioni per radicare a Cuguttu. A rischio grandi quantitativi di "oro bianco". Le immagini


ALGHERO - Iniziano a venire a galla ad Alghero i problemi conseguenti alla rinnovata gestione della posidonia. L'aver totalmente interrotto il riposizionamento invernale sul litorale del materiale asportato durante l'anno e bloccato contestualmente l'invio delle foglie di posidonia in discarica - previo trattamento per il recupero della sabbia, presente in grandi quantità - fa emergere una situazione decisamente problematica e preoccupante.

Basta scorgere le condizioni in cui si trovano i vecchi siti di stoccaggio dislocati nel territorio - Cuguttu, Punta Negra, San Marco - per capire la complessità della situazione. I problemi maggiori si riscontrano proprio a Maria Pia, dove permane ormai dal 2019 una immensa distesa di posidonia e sabbia, posizionata dal Comune e dai concessionari all'inizio di quella stagione balneare (l'amministrazione aveva perfino riconosciuto un contributo economico alle aziende per il trasporto), divenuta il substrato ideale per la radicazione di infestanti di ogni tipo e piante arboree. Tanto che la zona ricompresa tra la laguna del Calich ed il litorale, con alle spalle il palazzo dei congressi, è ormai completamente colonizzata dal verde, rendendo difficoltoso ogni futuro intervento di recupero. Al suo fianco, da qualche settimana, è nato un secondo sito (sul vecchio parcheggio, nell'area utilizzata per gli spettacoli viaggianti) dove viene riposta la posidonia movimentata in questi giorni [LEGGI].

Una situazione analoga andrà a verificarsi presto a San Marco, dove dallo scorso anno sono presenti i resti dei depositi della stagione balneare 2020, mentre a Punta Negra, alle spalle della spiaggia, nonostante le buone intenzioni permane il sito di stoccaggio storico perché mai completamente bonificato. L'intoppo che rischia di gravare enormemente sulle casse comunali, apre un grosso problema ambientale e mette a rischio grandi quantitativi di "oro bianco", sarebbe proprio nell'aver scommesso tutto sulla pronta realizzazione dell’impianto di San Marco. Struttura, come è facile immaginare, che difficilmente vedrà la luce prima di qualche anno.

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