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Antonio Burruni
15 marzo 2008
Ti racconto… Giovanni Delrio
Prosegue il ciclo di incontri organizzati dall’Assessorato Comunale allo Sviluppo Economico

ALGHERO – Si respiravano gli aromi della vecchia marineria, ieri sera, nelle sale de “Al Refettorio”, il locale che ha ospitato il quinto appuntamento con “Ti racconto un’impresa”, il ciclo di eventi organizzati dall’Assessorato Comunale allo Sviluppo Economico”. L?Amministrazione Comunale era rappresentata dall’assessore comunale alla Pubblica Istruzione Giuseppe Sanna, che ha parafrasato il premio Nobel per la letteratura nel 1954 Ernest Hemingway, scrittore di diversi testi sulla vita a contatto col mare, come appunto, “Il vecchio e il mare”, per trovare una similitudine con l’uomo di mare Giovanni Delrio. Nel sottotitolo dell’appuntamento “Il gusto di conoscere, il piacere di incontrarsi”, c’è il senso più profondo della manifestazione. Il protagonista di ieri, Giovanni Delrio, ha fatto immergere i presenti in un’atmosfera ai più sconosciuta, ma che ha sempre affascinato gli algheresi, fin dalla giovane età. L’atmosfera della più autentica marineria algherese, fatta di sacrifici e soddisfazioni, ma sempre tenendo presente il ruolo che si ha in barca, proprio come dovrebbe essere nella vita. «La barca è come la famiglia – ha spiegato – ognuno ha il suo compito. In una barca grande, il comandante ha il compito di scegliere e tenere la rotta, rimanendo al timone. Mentre, in una piccola imbarcazione, il comandante può anche trovarsi a fare lavori di fatica. I ruoli si danno in base alle capacità che si vedono praticamente sul lavoro». Ma Giovanni Delrio ha anche illustrato le sue idee in materia economica nel settore. «La concorrenza deve esserci a livello di pescatori – ha dichiarato – non a livello di commercianti». Secondo Delrio, bisognerebbe fare in modo di pescare solo il quantitativo vendibile in giornata, perché vendere il pesce fresco favorisce il gusto e diminuisce tutti i prezzi di gestione (celle frigorifere, trasporto, macchinari, personale addetto). La spiegazione è semplice, se hai solo pesce da vendere fresco, a fine giornata sei costretto ad abbassare il prezzo pur di liberartene prima di chiudere. Se invece hai la possibilità di conservarlo, il prezzo non si abbassa mai ed il giorno dopo rimetti sul bancone lo stesso pescato. «Adagiarsi, toglie un po’ di professionalità marina. Il mare di Alghero è difficile – ha proseguito Delrio – prima che pescatori, bisogna formare veri marinai. Il vero armatore – ha sottolineato – non demanda la pesca ad un capitano, ma sale direttamente a bordo. Se lascia ad altri la gestione della tua barca, rischi di avere un quarto delle giornate in meno lavorate». Secondo Delrio, fare impresa non è facile, perché più investi, più possibilità ti crei, ma più spese devi affrontare. Un circolo quasi perverso. Com’era facile prevedere poi, anche gli hobby di un uomo di mare, non si spende lontano dal suo ambiente naturale. Infatti, nel suo tempo libero, si dedica alla vela latina, una sua grande passione, e si occupa del “Gremio dei Pescatori”. La chiusura dell’incontro è un semplice consiglio per un potenziale giovane che volesse intraprendere questo stile di vita: «Devi avere coraggio – consiglia Delrio – bisogna solo provarci».
Nella foto: Giovanni Delrio al Refettorio di Alghero
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