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G.M.Z.
27 aprile 2008
"Discaricart" sbarca ad Alghero
In programma presso l´Asilo Sella il convegno–workshop aperto dalla relazione introduttiva di Giovanni Maciocco. Eventi legati al tema del riciclo dei rifiuti e del recupero delle risorse per creare arte, occupazione e nuovi modelli di vita

ALGHERO - Discaricart sbarca ad Alghero. Mostre ed eventi legati al tema del riciclo dei rifiuti e del recupero delle risorse per creare arte, occupazione e nuovi modelli di vita. Lunedì toccherà ad Alghero, con un convegno che si svolgerà per l'intera giornata presso l'asilo Sella, in Lungomare Garibaldi, con inizio alle ore 9. Si tratterà della relazione tra riconversione - riuso - recupero - riclico nelle diverse scale di intervento della pianificazione, dell'architettura, del design e del paesaggio. Svolto in collaborazione con la facoltà di architettura dell'università di Sassari, il convegno–workshop sarà aperto dalla relazione introduttiva di Giovanni Maciocco, dell'Università di Sassari. Sarà poi la volta di Paolo Palomba, direttore dell'agenzia regionale per il lavoro che parlerà della sostenibilità come occasione lavorativa; Toccherà quindi a Gianmarco Saba, dirigente del Comune Alghero ed Andrea Milo, della Manutencoop del Comune di Alghero; il tema del "Recupero e riuso nella città contemporanea" sarà invece affrontato da Francesco Spanedda della Facoltà di Architettura di Alghero; poi ancora Giovanni Maciocco con "La città sostenibile, strategie e dinamiche di equilibrio"; quindi il tema della periferia e il riciclo, una pianificazione sostenibile, affidato ad Arnaldo Cecchini. Il compito di moderatore sarà affidato a Francesco Spanedda, della Facoltà di Architettura di Alghero. I lavori del pomeriggio vedranno le relazioni di Silvano Crecchi, sindaco del comune di Peccioli, del designer Paolo Deganello, Elio Grazioli, dell'Università di Bergamo, Plinio Innocenzi e Vladimir Archipov; e poi ancora Carlo Vezzoli, del Politecnico di Milano, Maria Lai e Stefan Tischer. L'intento della manifestazione, per l'Agenzia regionale per il lavoro, è quello di rendere fecondo il nesso tra le esigenze quotidiane che vengono percepite negativamente dalla comunità e diventano "problema" (come i rifiuti), le risposte che arrivano dai nuovi modelli economici, sociali e culturali legati a un più corretto rapporto con l'ambiente e con il territorio, e una nuova cultura del lavoro e della informazione che privilegia la conoscenza e che programma un futuro per nuovi mestieri.
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