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Red
14 luglio 2008
Multe ai semafori: Ricusato il Giudice di Pace
Troppe multe potrebbero essere "cassate", e così il Comune di Alghero ha deciso di ricusare uno dei tre Giudici di Pace di stanza ad Alghero. Oggi le motivazioni del provvedimento

ALGHERO - Troppe multe potrebbero essere "cassate", e così il Comune di Alghero decide di ricusare uno dei tre Giudici di Pace di stanza ad Alghero, Pietro Gadeddu. Nella giornata di oggi saranno rese note le motivazioni ufficiali alla base del provvedimento. Continuano intanto a far discutere le telecamere installate nei semafori per monitorare il traffico e sopratutto per immortalare gli automobilisti indisciplinati e combinare salate multe. Dopo le proteste di tanti esponenti politici e le lamentele dei cittadini che considerano le telecamere un marchingegno per aumentare gli introiti delle casse comunali, aumentano i ricorsi al Giudice di Pace. Pochi, in realtà, quelli andati a buon fine per gli automobilisti fino ad oggi, ma le opposizioni con carta bollata continuano. Alla base dei numerosi provvedimenti, tante piccole e grandi irregolarità che potrebbero far decadere le ingenti contravvenzioni. Come il fatto di tenere accesi gli impianti semaforici 24 ore al giorno, solo però negli incroci sui cui semafori sono posizionate le telecamere. Adesso, dopo il provvedimento di ricusazione da parte del comune, i contenziosi sul tavolo del Giudice saranno ridistribuiti agli altri due. Lo scorso mese intanto, l'argomento è stato oggetto di discussione del Consiglio comunale che ha confermato l'utilizzo degli impianti. Rimane ferma la posizione dell'amministrazione: «Gli impianti installati - dichiarano dagli uffici comunali di Via Sant’Anna - rientrano nell’azione di prevenzione degli incidenti stradali che si verificano in prossimità dei semafori. Un sistema efficace nella prevenzione, la cui validità è dimostrata dal netto calo, quasi dalla assenza, di incidenti nei tratti monitorati dagli apparecchi. La motivazione principale è dunque quella di salvaguardare l’incolumità dei cittadini, senza alcun intento punitivo».
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