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Red
6 dicembre 2008
Stintino, venti anni di autonomia
L’amministrazione comunale dona alle famiglie stintinesi il libro sul ventennale

STINTINO - L’amministrazione comunale dona alle oltre trecento famiglie stintinesi il libro “Stintino, 20 anni di autonomia – Storia, Cultura, Tradizioni, tra passato e presente”. C’è tutta la Stintino di ieri e di oggi nel libro pubblicato ad agosto scorso in occasione del ventennale dell’autonomia del paese da Sassari. Il volume è edito da La Grafica di Porto Torres, con testi di Antonietta Serra, fotografie di Piero Putzu e realizzato con la collaborazione del Comune di Stintino.
Il sindaco Antonio Diana nei giorni scorsi, con una lettera personale indirizzata ha tutte le famiglie del paese, ha invitato i suoi concittadini presso la Casa comunale per consegnare loro il libro del ventennale. «La pubblicazione – scrive il primo cittadino – ripercorre la storia di Stintino, gli eventi che hanno interessato tutto il suo territorio, le sue tradizioni e la sua cultura. Sono convinto che mantenere viva la memoria è l’aggregante che salda l’identità di una comunità, patrimonio al quale non si può rinunciare».
La prefazione al volume è di Salvatore Rubino, presidente del Centro studi sulla civiltà del mare. Centoventi pagine nelle quali a parlare sono essenzialmente le immagini della Stintino di un tempo e quelle del paese dei giorni nostri. Gli autori si sono destreggiati tra ambiente e natura, tra la storia, la cultura e le tradizioni di un paese che ha mantenuto intatte usanze tramandate nei secoli (la festa della Beata Vergine della Difesa, di Sant’Isidoro e di San Nicola) e conservato vivi ricordi di vita quotidiana (il viaggio del postale, l’agricoltura e la pastorizia).
Nel libro c’è tutta la bellezza dei paesaggi e del mare, delle spiagge bianche e della loro vegetazione, dal “mare di dentro” al “mare di fuori”, dell’entroterra. Brevi testi che illustrano le foto e la storia del territorio, dai resti di età prenuragica (a Pozzo San Nicola) a quelli di età nuragica (a Unia) e romana (a Ezzi Mannu) ai ricordi della vita nell’isola dell’Asinara. Quindi la pesca e la memoria di attività che ormai non ci sono più e che muovevano gli abitanti del paese, la tonnara e la mattanza. Infine la Stintino di oggi, in viaggio con i pescatori, tra regate veliche, quindi con gli agricoltori e allevatori di bestiame, e ancora la gastronomia tipica e le testimonianze di chi il paese lo ha visto crescere e ha contribuito al suo sviluppo.
«Vent’anni di grande lavoro – scrive ancora il sindaco – che ha consentito di far conoscere Stintino in Italia e in Europa, facendolo primeggiare in campo turistico». Un risultato da attribuire a tutte le amministrazioni che si sono succedute nel tempo. «Siamo convinti – riprende – che il segreto per continuare ad arricchire tale sviluppo sia basato sulla salvaguardia del patrimonio ambientale, sulla consapevolezza delle potenzialità dei propri abitanti e sul coinvolgimento dei giovani che, con la loro intelligenza, possono portare Stintino a rivestire un ruolo di primo piano nel nord Sardegna e nella collaborazione con i paesi che si affaccia nel Mediterraneo».
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