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L.P.
18 settembre 2009
Povertà, la Cisl lancia l´allarme
Il sindacato propone, tra le altre cose, di avviare un programma sul micro-credito a favore delle famiglie e delle persone che ne hanno bisogno

CAGLIARI - La Sardegna si avvia a battere un record del tutto negativo anche rispetto al resto del Meridione, eccettuata la Sicilia. Si tratta del numero delle persone al di sotto della soglia della povertà relativa.
A lanciare l’allarme è la Cisl sarda tramite il segretario generale Mario Medde. Ormai si è vicini alle 320 mila unità che nell’Isola soffrono una condizione di indigenza economica. Non si può più perdere tempo, dichiara Medde, per contrastare con misure efficaci il fenomeno delle vecchie e nuove povertà.
Gli ammortizzatori sociali sono importanti, così come le misure assistenziali sinora varate dagli enti locali e dalla Regione, afferma la Cisl, ma è indispensabile istituire e rendere operativo l’Osservatorio sulle Povertà, avviare un programma sul micro-credito a favore delle famiglie e delle persone che ne hanno bisogno, istituire il reddito di cittadinanza collegato alla formazione, riqualificazione e ricollocazione dei lavoratori, adottare un programma per il lavoro a favore dei giovani e degli over 50.
La Cisl sarda ritiene che la Regione Sardegna possa dare risposte adeguate con la manovra finanziaria e di bilancio in discussione e destinare il 10% dell’intera manovra (circa 8 miliardi di euro) per contrastare il fenomeno delle vecchie e nuove povertà.
Nella riunione di mercoledì prossimo tra sindacati e Giunta regionale la Cisl proporrà che la priorità e le maggiori risorse finanziarie vengano individuate per questi obiettivi.
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