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Red 16 novembre 2009
Nuovi tagli all’occupazione in Sardegna
L´Insar ha informato i sindacati della decisione di “dover procedere al ridimensionamento del proprio organico mediante licenziamento collettivo per riduzione di personale”
Nuovi tagli all’occupazione in Sardegna

CAGLIARI - La lotta dei sardi per il lavoro e la disoccupazione è destinata a essere perduta in partenza se neppure la Regione riesce a tutelare lavoratori e posti di lavoro direttamente dipendenti dalla volontà e dalla prontezza esecutiva dell’Amministrazione regionale. E’ questa la paradossale lezione che viene dalla decisione dell’Insar- Iniziative Sardegna Spa – che con una nota di oggi, lunedì 16 novembre 2009, ha informato i sindacati della decisione di “dover procedere al ridimensionamento del proprio organico mediante licenziamento collettivo per riduzione di personale”.

Il programma di mobilità avrà la seguente scansione: 9 lavoratori tra novembre e dicembre 2009; altri 5 lavoratori nel periodo marzo-aprile 2010; 1 lavoratore nel giugno del prossimo anno. In tutto 15 persone tra quadri e impiegati, di cui 7 a Cagliari, 3 a Nuoro, 3 Sassari, 1 Oristano, 1 Carbonia. Alcune di queste sedi periferiche per gli effetti del provvedimento saranno chiuse o decisamente ridimensionate.

«La tempesta Insar, da tempo annunciata, poteva essere facilmente evitata se la Regione sarda, più volte sollecitata in tal senso dai sindacati, avesse preso in mano la redini della situazione e, come fatto da altre regioni, avviato le procedure per subentrare nel governo dell’Insar a Italia Lavoro Spa, socio di maggioranza di una partecipata di cui fa parte anche la Regione Autonoma della Sardegna», sostengono i sindacati.

«Alla Giunta regionale, nonostante le elezioni e l’avvio della nuova legislatura, non è mancato il tempo per risolvere il problema. Fin dallo scorso febbraio, infatti, la Regione ha nominato il commissario liquidatore che avrebbe dovuto traghettare Iniziative Sardegna Spa verso un approdo sicuro. I sindacati chiedevano, in particolare, la creazione di un’agenzia in grado di aiutare la nascita e la promozione e il sostegno di nuove iniziative economiche per il reimpiego dei lavoratori in mobilità e disoccupati. In questo modo non sarebbe stato dilapidato il patrimonio di esperienza e professionalità dei 29 dipendenti Insar in servizio (7 dirigenti, 3 quadri e 19 impiegati)».

Quanto sta capitando chiama in causa immediatamente la responsabilità e i ritardi della Regione, che, al di là dei proclami, non riesce a governare processi anche minimi, come quello di attuare il subentro della RAS all’Insar: la sola e semplice iniziativa da adottare per evitare il licenziamento dei lavoratori.

Il sindacato denuncerà in tutte le sedi l’inerzia dell’amministrazione regionale e la contraddittorietà delle affermazioni fatte da autorevoli esponenti della Giunta regionale, che, mentre negli incontri ufficiali rassicuravano sul destino dell’Insar e dei lavoratori, di fatto nelle sedi dovute non assumevano nessuna iniziativa e non avanzavano alcuna proposta.

A partire da subito il sindacato si mobiliterà per contrastare il provvedimento Insar e già da domani, in concomitanza con l’incontro Presidente-sindacati sui problemi dello sviluppo (ore 16) ci sarà un presidio lavoratori Insar sotto il palazzo della Regione, annunciano in una nota i segretari regionali Cgil e Cisl, Piero Cossu e Giovanni Matta.



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