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A.B.
4 dicembre 2009
Enrico Costa: Se ne parla a Cagliari
Una pagina inedita della storia dell’antifascismo in Sardegna, con documenti, testimonianze, fotografie, video e ricordi. Previsto per domani un incontro su Enrico Costa promosso dall’associazione Socialismo Diritti Riforme

CAGLIARI - Una pagina inedita della storia dell’antifascismo in Sardegna, con documenti, testimonianze, fotografie, video e ricordi. La scriveranno i partecipanti all’incontro “Un socialista resistente: Enrico Costa, documentarista antifascista a Cagliari”, in programma sabato 5 dicembre, alle ore 16.30, nell’aula consiliare del Palazzo Regio.
Promossa dall’associazione “Socialismo Diritti Riforme”, con la collaborazione degli eredi Costa, l’iniziativa, patrocinata dalla Presidenza della Provincia di Cagliari, propone ai cittadini la figura di un intellettuale, docente d’inglese, appassionato e valente documentarista, che subì il carcere ed il manicomio nel 1941 per avere tradotto e diffuso i comunicati diramati da Radio Londra.
Enrico Costa, figlio di Guido e nipote dell’omonimo autore del “Muto di Gallura” e della biografia del bandito Giovanni Tolu è stato uno dei primi documentaristi dell’Isola avendo prodotto video di numerosi eventi del dopoguerra, alcuni dei quali andati perduti. A ripercorrere le tappe della sua tormentata esistenza saranno lo storico Salvatore Pirastu, la critica cinematografica Valeria Patanè, che ha curato la realizzazione di un video, ed il presidente della Provincia Graziano Milia. Coordinerà la manifestazione Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione Socialismo Diritti Riforme.
«Enrico Costa, come testimoniano i documenti messi a disposizione dal figlio Guido, depositario di un ricco corredo di immagini, non è stato semplicemente - sottolinea Caligaris - un cagliaritano illustre, ma l’espressione più sincera di una regione martoriata dalla Guerra e dai soprusi e dalle violenze del fascismo. Ha vissuto parte della sua vita a Sinnai, dove aveva impiantato il primo studio fotografico per ritratti, mentre a Laconi ha realizzato l’unico documento filmato che ritrae Sant’Ignazio.
L’opera, grazie ai frati Cappuccini, è stata conservata fino ai nostri giorni. Altre immagini importanti sono quelle dedicate ai Candelieri (1960), alle coste dell’Isola (1961) e alla produzione di tappeti (1963-1964). Le innate doti di comunicatore e osservatore ne fanno un testimone della realtà sarda a tutto tondo. L’associazione ha ritenuto di dover rendere omaggio a un testimone scomodo che ha pagato con la detenzione – ha concluso Caligaris – le sue idee libertarie e democratiche».
L’appuntamento offrirà anche l’opportunità di approfondire il clima della Cagliari degli Anni Quaranta quando, com’è nel carattere della comunità, vissero condividendo gli ideali di libertà figure di alto profilo come Emilio Lussu, Iago Siotto, Raimondo Carta Raspi, Francesco Cocco Ortu e Titino Melis.
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