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S.A.
16 gennaio 2010
Cap d'Any fa i conti: 310 mila euro
Il 9 gennaio è terminato il calendario di eventi legati all´edizione 2010 del Cap d´Any. Pochissimi stranieri, manifestazioni rovinate dal maltempo e la concorrenza spietata delle altre città dell´Isola

ALGHERO – E' terminato da alcuni giorni (sabato 9 gennaio) il calendario di eventi del Cap d’Any 2010. Era iniziato lo scorso 8 dicembre per dare vita ad un mese di festa, colore, musica, magia, spettacolo, luce. Così, il rientro alla normalità dopo l'Epifania, ce lo saremo aspettato tutti un po traumatico, come quando ci si sveglia improvvisamente da un bellissimo sogno. Fortunatamente non lo è stato, o sfortunatamente; dipende dai punti di vista. In realtà, del mese annunciato, a parte i botti e il concerto di fine anno, non è rimasto granchè nei ricordi e le impressioni degli algheresi. E' certamente rimasta, invece, la voce nel bilancio: 310 mila euro circa, distribuiti a pioggia.
Cominciamo per ordine, ossia dal principio. Quest’anno, il Capodanno è stato presentato il 7 dicembre, un paio di giorni in "anticipo" rispetto agli anni passati. Tempi certamente non in linea con la programmazione turistica, ma il Comune è legato alle chiusure di bilancio e i capitoli di spesa che non sono prevedibili - dicono - sino a poco tempo prima. Peccato che questa sia una città a vocazione prevalentemente turistica e degli eventi legati al turismo dovrebbe farne un caposaldo.
Anche se, sempre dagli ambienti politici, garantiscono che il Cap d’Any è un’assoluta certezza del calendario algherese, l’evento esiste e poco importa se i contenuti si svelino all’ultimo. Peccato anche quà che non esista alcun patto di sangue tra Alghero e quei milioni di visitatori che si muovono durante le festività natalizie e si organizzano con un notevole anticipo rispetto alle date scelte. Lo stesso viaggiatore-tipo che sceglie la Ryanair e guarda caso, caratterizza il flusso turistico che maggiormente interessa la Riviera del Corallo.
Tant’è vero che il dato più certo è che è mancato quasi completamente il visitatore straniero, nonostante l'aeroporto abbia registrato buoni flussi di passeggeri dai voli internazionali, che evidentemente, come confermano i titolari dei numerosi autonoleggio della città, hanno optato per altri lidi. Programmazione in ritardo, dunque, e promozione non mirata. Spendere in pubblicità è dura in tempi di crisi, tanto vale concentrare le forze nei canali giusti, predisponendo un apposito bando e appaltando a chi certifica più visibilità e garantisce una copertura più certa.
Arrivando agli appuntamenti, un centinaio in programma secondo calendario, ci si chiede dove siano andati a finire. Il maltempo ne avrà rovinato una parte, ma non si ricordano di quest’anno l’animazione per i bambini nelle strade, la musica ad accompagnare le passeggiate e i giri dello shopping (poco peraltro a detta dei commercianti) e l’atmosfera natalizia annunciata. Le installazioni artistiche ma di cartone, non hanno retto alle intemperie, meglio pensarci prima, come ai concerti organizzati al porto con pioggia e vento annunciato da settimane.
E’ finito, invece, il tempo dei primi Gospel in Sardegna, delle compagnie di artisti provenienti da tutta Europa, di un Natale e Capodanno che si sentivano in città e che allora si poteva definire “il Capodanno dell’Isola”. Ora è arrivata la concorrenza di Cagliari, Olbia, Sassari, Castelsardo e persino La Maddalena. Investono di più e meglio e allora sarà arrivato il tempo di cambiare qualcosa per Alghero. Così, anche la notte del 31, a Olbia e Cagliari hanno fatto il tutto esaurito, addirittura doppiando le presenze di Alghero. E così, chi ha dato il la al Cap d'Any in grande stile, l'allora assessore Costantino, ha visto l'evento "sgretolarsi" dopo di lui, fino al grande flop del 2007.
Il 2010 sarà l’anno della svolta, forse. L’assessore al Turismo Mario Conoci si è incontrato nei giorni precedenti alla presentazione del Cap d’Any con i rappresentanti delle diverse associazioni di categoria annunciando la volontà di interagire per tempo nell’organizzazione degli eventi nel territorio. Una base dalla quale ripartire se non restano solo le parole. Per realizzare degli obiettivi a delle intenzioni devono seguire dei fatti, dove il privato, oltre al pubblico, deve svolgere una parte importante in questa città. A ciascuno le proprie responsabilità.
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