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Monica Caggiari
29 ottobre 2004
I Ds e la nuova normativa di pianificazione urbanistica provinciale
Sono state illustrate anche le convergenze con la pianificazione regionale, agli atti della quale il provvedimento della provincia è subordinato

Il convegno svoltosi nella serata di ieri nella Sala Congressi del Hotel Catalunya e organizzato dal gruppo provinciale consiliare dei Ds aveva lo scopo di chiarire la nuova normativa regionale in materia di pianificazione urbanistica provinciale, illustrando al contempo le convergenze con la pianificazione regionale, agli atti della quale il provvedimento della provincia è subordinato.
Ma all’appuntamento è mancato il principale referente, Giuseppe Pirisi, presidente della Commissione all’Urbanistica della Regione, «trattenuto –così ha segnalato nell’introduzione il consigliere provinciale Giuseppe Fadda- dal blocco ai lavori della commissione, dovuto agli oltre 800 emendamenti, avanzati in materia dall’opposizione regionale di centro-destra».
Quindi è arrivato il momento del consigliere ds Vittorio Cau, che ha coordinato i lavori e presentato gli ospiti. Chiarito il motivo dell’importante assenza di Pirisi e segnalato quella del Presidente del Consiglio regionale Giacomo Spissu, il convengo si è subito concentrato sulla definizione dell’iter attraverso il quale si era giunti alla pianificazione in discussione. Fadda, in particolare, ha sottolineato subito l’indispensabilità del consenso partecipato dei cittadini ad una scelta di tale importanza.
Dalla dichiarazione d’intenti si è poi passati ai due relatori della serata, Antonio Sanna, funzionario P.U.P.-P.T.C., e Pietro Esposito, direttore Demos. Il primo intervento, quello dell’ingegnere Sanna si è sviluppato attorno all’argomento tecnico e legislativo, con particolare attenzione verso il riscontro concreto sul territorio, attraverso una connotazione di questo in senso prettamente urbano e nel rispetto di una corretta e attenta fruizione dell’ambiente.
Il direttore del Demos, Pietro Esposito, si è concentrato su un altro aspetto interessante del pianificazione, vale a dire quello turistico. Attraverso un documento, preso in considerazione come elemento fondante e sviluppato da uno stagista del Demos, ha percorso 35 anni di turismo in Sardegna. Il risultato della ricerca, piuttosto dettagliata, ha rivelato un continuo aumento delle presenze annue, per ora ancora sostenibile data la bassa densità demografica della regione. Ma il ricercatore non si è fermato ai dati del passato, bensì ha proseguito spiegando che l’affluenza potrebbe raggiungere nel 2012 ben 15 milioni di turisti all’anno, per arrivare agli esorbitanti 22 milioni nel 2022. In considerazione di queste eclatanti cifre, legate ancora ad un turismo costiero e prettamente balneare, Esposito è giunto alla conclusione che la pianificazione provinciale e regionale, per la sua natura “a lunga scadenza”, dovrà forzatamente tener conto di nuove esigenze urbanistiche, ridefinendo i principi del piano anche in base a vivibilità e garanzia di ospitalità. Quindi è stata la volta degli interventi del politico Gavino Ruiu, del parlamentare Francesco Carboni e del consigliere provinciale Giommaria Deriu. Sono stati ribaditi i punti cruciali, vale a dire l’esigenza di una maggiore attenzione per il lato economico e produttivo in sede di pianificazione e la richiesta di una maggiore partecipazione da parte dei comuni e delle province in un vero clima di concertazione, per giungere ad una regolamentazione completa e rispettosa delle peculiarità delle varie zone dell’Isola. Lo stesso concetto è stato ripreso dal coordinatore dell’incontro Fadda, che ha chiuso i lavori ribadendo la necessità di tornare sull’argomento, magari senza l’intoppo di 800 emendamenti.
Nella foto: (da sinistra) Sanna, Esposito, Cau e Fadda
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