|
Marcello Moccia
4 novembre 2004
Il basket sardo viaggia in Mercede
La vittoria di sabato scorso con Ribera, squadra che da oggi prende parte alla Fiba Cup, ha fatto aumentare ulteriormente il morale nel clan Mercede

Le algheresi rubano la scena a Dinamo Sassari e Silver Porto Torres nel palcoscenico della pallacanestro. Il quintetto catalano allenato da coach Pietro Carlini dopo le prime quattro giornate nella serie A1 di basket femminile ha conquistato due vittorie, con Bolzano e Ribera, ossia formazioni che cercano come le algheresi la salvezza, e due sconfitte (Chieti e Comense).
Ottobre si è concluso, quindi, con quattro punti nel carniere e la consapevolezza che la Mercede potrà recitare un ruolo centrale nell’elitè del basket rosa italiano. Il successo con Bolzano, il primo nella storia della serie A1, è stato il frutto di una gara impeccabile e senza sbavature per le bianco-azzurre. La vittoria di sabato scorso con Ribera, squadra che da oggi prende parte alla Fiba Cup ossia la Coppa Uefa del basket, ha fatto aumentare ulteriormente il morale nel clan Mercede.
Nella gara con le siciliane del Ribera, Piroli e compagne hanno realizzato la bellezza di 95 punti nell’arco di 40’. Non poco. Milka Bjelica (21 punti il suo score personale) è tornata a ricalcare le gesta del recente passato, mentre l’altra slava Aleksandra Vujovic si è confermata con i suoi 20 punti giocatrice d’alta scuola. Per entrambe ottime percentuali dalla linea dei 6,25 metri. Non è tutto. In doppia cifra è andata anche la brasiliana De Souza, ala-pivot che sta entrando velocemente nei meccanismi della squadra catalana.
Se il valore delle giocatrici straniere era risaputo, altrettanto positivo il tasso tecnico delle italiane. Su tutte Eleonora Lascala, ventiduenne play-guardia torinese all’esordio con la casacca della Mercede. Arriva da Faenza. Ha giocato anche con Rende e Napoli. Con il Ribera si è distinta con 16 punti, uno più bello dell’altro. Gioca per la squadra. Faenza l’ha mandata ad Alghero per crescere. Un ottimo innesto nello scacchiere di Pietro Carlini. Nota di merito per l’unica sarda in campo: la sassarese Sara Farris, diciannovenne play rientrata ad Alghero dopo alcune stagioni in serie B d’Eccellenza col Sant’Orsola Sassari.
E’ la più piccola del gruppo in termine d’età, una ragazza umile che in settimana lavora sodo con la speranza di totalizzare la domenica il maggior minutaggio possibile. Con Ribera ha siglato cinque punti. In allenamento applica alla lettera tutto quello che Carlini le dice mettendoci tanto del suo, quell’inventiva che in certi frangenti non guasta. Sta dimostrando di avere buoni mezzi tecnici. La sfida con le siciliane, però, ha messo in luce alcuni limiti della difesa catalana, specie nei rimbalzi. Qualcosa deve migliorare. Andjevic a parte, hanno avuto vita facile sotto canestro la congolese Ngoyisa e la lettone Skrastina. Carenze di base in fase difensiva che dovranno essere corrette al più presto.
Coach Carlini sta provando varie soluzioni tecniche. La speranza è di vedere a breve all’opera anche Sonia Iacono e Marina Millanta, colonne della squadra che sei mesi fa ha vinto il campionato di serie A2. Il mese di novembre offrirà per la Mercede quattro partite sulla carta difficili. Schio, Faenza, Napoli e Maddaloni. Partite non facili, ma per dirla come Carlini: «La salvezza non passerà solo attraverso le vittorie negli scontri diretti. Bisognerà pescare un paio di successi impossibili».
Nella foto: Marina Millanta
|