L´aggressione ai due giovani fratelli di colore. Notizie simili scioccano molti cittadini che stentano quasi a credere che fatti simili possano accadere anche ad Alghero. Il campanello d´allarme già molti mesi fa
ALGHERO - Il campanello d'allarme era già suonato molti mesi fa ad Alghero, in pochi però hanno volutamente dato il giusto peso ai fatti. E così in principio erano "solo" scritte, anche se di puro stampo razzista e xenofobo, oggi vere e proprie bande di balordi. Come nel caso dei due fratelli selvaggiamente
aggrediti nel cuore di Alghero, in via Carducci, nella notte tra sabato e domenica.
All'inizio la "ragazzata" (come molti politici l'hanno definita) ha armato la mano di qualche giovanotto di vernice nera fino ad intitolare la Piazza Balaguer, quella che dall'alto domina la cittadina catalana, al dittatore
Mussolini (poi scritte in molte strade e vie della città contro "negri" e "zingari"), sabato notte, invece, le stesse mani erano armate di pietre e blocchetti di cemento. Proprio quelli scaraventati addosso a due ragazzi di colore, nati e cresciuti ad Alghero.
Segni evidentemente distanti, ma ugualmente allarmanti, sintomo di palesi malumori per una società che stenta a capirsi e coltiva ignoranza. Inequivocabili le frasi pronunciate dai balordi (almeno cinque, ndr): "tornatevene a casa vostra, sporchi negri". I due fratelli nel frattempo hanno sporto denuncia anche ai Carabinieri della stazione di via Don Minzoni. /
MARIO BRUNO /
CANTIERE SOCIALE /
IRS /
FGCI
Foto d'archivio