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Antonio Sini
8 giugno 2010
Crisi: rischio grosso per l'Alghero calcio
La prima squadra della città, l’Alghero calcio Srl, è nel pieno di una crisi che investe indirettamente anche il suo futuro. Scadenze entro il 30 giugno, a rischio l´iscrizione al campionato professionistico

ALGHERO - E il mese di Giugno si preannuncia rovente per il calcio algherese. La prima squadra della città, l’Alghero calcio Srl è nel pieno di una crisi che investe indirettamente anche il suo futuro. Entro Giugno bisogna avere firmate le “liberatorie” da tutti i calciatori sotto contratto, versare i contributi di legge (l’Alghero calcio è un’azienda con dipendenti) e depositare tutto in Lega per la verifica. Insomma una corsa a ostacoli che vede protagonisti il Presidente Corrado Sanna e l’Amministratore delegato Mauro Parsani, rimasti soli a reggere le sorti della gloriosa squadra catalana.
I massimi dirigenti del sodalizio giallo-rosso rassicurano che onoreranno gli impegni, ma a ben vedere non è il presente che preoccupa ma, forse, il futuro. L’Alghero calcio quest’anno pare abbia avuto una gestione di budget vicina al milione e ottocentomila euro, davvero tanto considerato che doveva essere un campionato di transizione con obiettivo unico (dichiarato) la salvezza. Ma a vedere il cammino della squadra del Presidente Corrado Sanna, si è trovato di fronte a un traguardo appetibile come la promozione in Lega di prima divisione, poi svanito nelle ultime giornate, come la neve al sole. Ma oggi sembrano passati anni luce da allora, e si parla con insistenza, talvolta troppa, delle maglie della crisi che stanno attanagliando anche il sodalizio algherese e non solo.
I malpensanti parlano di scottatura da parte del binomio Sanna-Parsani, gli altri, quelli che pensano positivo, credono che il Presidente e l’Amministratore delegato alla fine tireranno fuori dal cilindro il fatidico coniglio. Insomma una magia. Ma Sanna e Parsani non sono maghi, ma imprenditori che certo dal calcio non guadagnano e con il calcio non possono dilapidare risorse ingenti. Corrado Sanna ha sempre affermato di voler sostenere l’Alghero calcio con attività collaterali, la soluzione palesata è e resta la creazione della cittadella sportiva: un mix di attività ricettiva, ricreativa con il calcio appendice laterale. Ma il progetto rimane “in fieri”, e fra risposte che non arrivano dall’amministrazione pubblica, e il cercare consenso per l’intrapresa, con nel mezzo un pacco di milioni di euro, si è arrivati a Giugno e i conti devono tornare.
E se per la stagione appena conclusa si troverà una via d’uscita, la nuova che dev’essere già in cantiere è avvolta da un grosso punto di domanda. Intanto c’è un rosso rischio: la regione sarda potrebbe non sponsorizzare a partire dal 2011 e società professionistiche. Disposizione contenuta nella Finanziaria da poco varata. Questo tradotto in soldoni vuol dire che nelle casse dell’Alghero calcio potrebbero non entrare più i 300 mila euro che la Regione erogava. Se si aggiunge che la Fidejussione da depositare in Lega a garanzia è stata portata a 200 mila euro, l’Alghero deve trovare risorse per garantirsi un esborso in più di 500 mila euro. E la costruzione della squadra? E gli ingaggi? Roba da far perdere il sonno!
Parliamo di rischio serissimo di non iscrizione al campionato per l’Alghero, per l’Olbia e per la Villacidrrese, le tre squadre sarde che militano in seconda divisione pro. E i tre presidenti dei club sardi si sono incontrati per trovare una strategia comune, Sanna, Rusconi e Marroccu pare si siano appellati al Presidente della Regione Cappellacci, che di far morire le società sarde proprio non se la sente. Ma come, se certi obblighi, o se vogliamo certi divieti arrivano dalla Legge? Un rompicapo terribile, mentre il tempo passa inesorabile e la data fatidica del 30 Giugno é proprio dietro l’angolo con poche certezze e molti dubbi. E in una città dove gli imprenditori non sono pochi, la squadra di calcio dell’Alghero è avvolta da un’indifferenza preoccupante, quasi che le sorti della “gloriosa”, siano legate solo a Corrado Sanna e Mauro Parsani, che filantropi non sono, e non possono esserlo, almeno in queste circostanze.
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