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Red
25 ottobre 2010
L’Università di Sassari in Ghana
Un progetto del Nucleo ricerca sulla desertificazione dell’Ateneo sassarese finanziato dall’Ue. L’iniziativa si chiama “Ghaja” ed è volta a produrre un biocombustibile da una pianta spontanea
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SASSARI - Il patrimonio di conoscenza tecnologica dell’Università di Sassari sarà per i prossimi cinque anni a servizio della popolazione del West Mamprusi District, una regione del nord del Ghana. È questo l’obiettivo del progetto Ghaja, l’iniziativa del centro Nrd, Nucleo ricerca sulla desertificazione, dell’Ateneo sassarese, lanciata ufficialmente alle autorità Ghanesi il 7 ottobre scorso e finanziata nell’ambito del programma Europe-Aid della Comunità europea.
Lo scopo è sperimentare e mettere a regime un sistema di sfruttamento delle energie alternative e rinnovabili, estraendo olio combustibile dai frutti della pianta di Jatropha, una euforbiacea arbustiva perenne originaria dell’America centrale e naturalizzata anche in Ghana. Attraverso questo progetto le tribù ghanesi dell’area interessata dal progetto potranno coltivare la Jatropha con moderne tecniche a basso costo e utilizzare il bio-combustibile per dotare di energia elettrica i loro villaggi e creare fonti di reddito in grado di risollevare la loro economia, attraverso la trasformazione e il reimpiego locale dei prodotti derivati della piantagione della Jathropa. In questo modo sarà anche possibile contenere o eliminare il prelievo di legna da ardere, uno dei fattori maggiormente responsabili del fenomeno di degrado dei suoli e di desertificazione. «Negli ultimi anni l’interesse nei confronti della Jathropa – spiega il professor Pier Paolo Roggero, direttore del Centro Nrd dell’Università di Sassari - è aumentato molto perché la coltura è ritenuta capace di produce a costi bassi e in ambienti difficili frutti oleosi che possono essere utilizzati per la produzione di energia». «La nostra iniziativa si distingue però da altre di tipo industriale indirizzate alla esportazione e alla occupazione di terreni destinati alle colture alimentari, perché è l’unica che coinvolge le comunità locali e punta a formare professionalità specifiche in loco, capaci di dar seguito al sistema produttivo in terreni marginali, anche dopo il termine dei finanziamenti. Lo staff NRD ha maturato lunga esperienza su questo tipo di azioni partecipative, come dimostrano, a distanza di anni, le ricadute positive dei progetti conclusi qualche anno fa in Marocco». Il progetto Ghaja è infatti condotto in stretta collaborazione con una partnership tutta Ghanese: il Technology Consultancy Centre dell’Università di Kumasi, il Savanna Agricultural Research Institute di Tamale, il Ministero dell’Agricoltura Ghanese e la ONG “New Energy”, con sede a Tamale. Il coordinatore del progetto Ghaja (acronimo nato dall’unione di Ghana e Jatropha) è il professor Giuseppe Enne, presidente del Comitato scientifico del Nucleo di ricerca sulla desertificazione e lo staff Nrd dedicato al progetto è composto da un gruppo internazionale di manager e giovani ricercatori: Davide Bellavite e Marcello Lubino, che svolgono le loro attività nell’ambito di una borsa della Regione Sardegna, Roberta Lobina, financial manager, Oumelkeir Belkheiri, dottoressa di ricerca algerina e Edward Awaffo, dottore di ricerca ghanese, che opera costantemente sul posto alle dipendenze di Nrd. Al lancio del progetto hanno partecipato anche le alte cariche del Governo Ghanese. Il Centro Nrd dell’Università di Sassari si è costituito nel 1990 per iniziativa del professor Giuseppe Enne e dal 2000 è divenuto Centro interdipartimentale di Ateneo. È composto da ricercatori e professori di diversi dipartimenti dell'Università di Sassari che coprono diverse discipline: scienze della terra (geologia, geomorfologia, pedologia), idraulica, idrogeologia, agronomia, zootecnica, scienze forestali e naturali, discipline socio-economiche. La mission del Nucleo è legata alla ricerca scientifica su desertificazione e degrado ambientale in zone aride, alla cooperazione e al networking internazionale. Partecipa, in qualità di partner o di coordinatore, a diversi progetti di ricerca e di cooperazione internazionale a livello regionale, nazionale e comunitario e promuove lo scambio di dati ed esperienze a livello internazionale attraverso attività di networking intorno alla Unccd, la convenzione Onu sulla lotta alla desertificazione, e a varie iniziative volte alla disseminazione dei risultati delle ricerche (master, convegni, pubblicazioni, seminari). |
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