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Red
16 dicembre 2010
Blitz a Tempio, 500 capi sequestrati
Capi di abbigliamento la cui etichettatura è risultata non conforme alle vigenti normative che prevedono l’indicazione della denominazione e composizione del tessuto in lingua Italiana

TEMPIO - Circa 500 capi d’abbigliamento sono stati sottoposti a sequestro amministrativo dai finanzieri della Tenenza di Tempio Pausania. Nel corso di controlli effettuati in vari esercizi commerciali della città, in un negozio di proprietà di un soggetto di nazionalità cinese sono stati rinvenuti capi di abbigliamento la cui etichettatura è risultata non conforme alle vigenti normative che prevedono l’indicazione della denominazione e composizione del tessuto in lingua Italiana.
Il nome, la ragione sociale, il marchio e la sede legale del produttore o dell’importatore, se con sede nell’Unione Europea, oppure il Paese di origine se extraeuropeo. Per tali violazioni sono previste severe sanzioni amministrative che variano da 103,00 euro fino ad 25.823,00 euro. E’ una delle molteplici attività che il Corpo della Guardia di Finanza svolge a tutela del diritto di informazione del consumatore, il quale, secondo il Codice del Consumo (Decreto Legislativo 206 del 2005) deve essere messo nelle condizioni di poter “acquistare informato”.
Il settore sta assumendo in Italia sempre maggiore importanza anche a seguito dell’approvazione della Legge 55/2010, ancora non entrata in vigore, passata alla cronaca come la “legge sul made in Italy”. Il principio della legge è che il consumatore deve essere tutelato nel momento dell’acquisto di un prodotto con una serie di indicazioni circa l’origine, la registrazione del marchio, l’indicazione dell’importatore, la composizione dei tessuti.
Nel mercato globalizzato di questi anni, dove sono in circolazione prodotti provenienti dai Paesi più disparati, le indicazioni sull’etichetta devono consentire la tracciabilità del bene acquistato, ma soprattutto la verifica della compatibilità dello stesso con le personali esigenze del consumatore.
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