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A.B.
24 marzo 2011
«Confermato collasso, Governo s'impegni»
Il deputato dell’Idv Federico Palomba chiede a Roma di «far lavorare bene i magstrati e modificare le norme processuali, senza tenere sequestrato il Parlamento con le norme salva-premier»

NUORO - «Non posso dirmi né soddisfatto né rassicurato: la risposta conferma il collasso della giustizia penale a Nuoro». Questo l’incipit dell’intervento del deputato dell’Italia dei Valori Federico Palomba, vicepresidente della Commissione Giustizia alla Camera, commentando la risposta scritta alla sua interrogazione sulla carenza di magistrati e personale di cancelleria nel tribunale nuorese.
«Rimangono confermati i dati negativi forniti dal presidente della sezione penale Antonio Luigi Demuro – aggiunge il deputato dell’Idv -. I tre giudici che mancano rappresentano il 25percento dell’organico: se si pensa che ci sono i giudici civili e che c’è il regime di incompatibilità tra gip, gup, riesame, giudice monocratico, collegio e corte d’assise, nonché l’impossibilità di attribuire, si capisce che la sezione penale non possa funzionare, con la conseguente denegata giustizia non per responsabilità dei magistrati. Le applicazioni all’interno del distretto non possono essere un rimedio perché la coperta é estremamente corta e per coprire una vacanza bisogna farne un’altra. Il Governo non può scaricare la responsabilità sul Csm, che dispone assegnazioni e trasferimenti ma nell'ambito delle risorse esistenti: se il Ministero non organizza concorsi frequenti e non protesta per i tagli, il Csm non può certo inventarsi le unità di magistrati da assegnare».
«Piuttosto – prosegue Palomba - il Ministero non ha risposto alla richiesta di modifica normativa per consentire l’attribuzione delle funzioni monocratiche a tutti i magistrati subito dopo la nomina e per rendere utilizzabili tutti gli atti legittimamente compiuti per il caso di cambio dei giudici per trasferimento, pensionamento o altri motivi, evitando che si debba rifare tutto con grave diseconomia processuale. Attendiamo un impegno effettivo del Governo per procacciare le risorse e per adeguare le norme processuali al fine di consentire che la giustizia funzioni ed i processi siano definiti. I magistrati italiani sono tra i più produttivi in Europa: devono solo essere messi in condizione di lavorare, nell’interesse dei cittadini. Purtroppo, però - conclude Palomba a margine della Commissione Giustizia - il Parlamento é tenuto sequestrato solo per imporre le norme salva-premier, come in questi giorni é avvenuto con la disposizione sulla prescrizione breve e con il finto conflitto del bunga-bunga».
Nella foto: Federico Palomba, deputato dell’Idv
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