Chiede il rinnovamento della classe dirigente regionale del Popolo della Libertà e cerca probabilmente una candidatura per le Politiche anche in altri partiti. Si auto-sospende dal partito. Ad Alghero intanto non mancano i problemi in tutti i settori e cresce la povertà
ALGHERO - Ad Alghero è lui il
Popolo della Libertà: detta regole e impartisce strategie. Fuori dalla città murata però, non ha mai trovato veri amici. Memorabile la spasmodica ricerca di una candidatura per Roma in occasione delle Politiche, e poi alle ultime Regionali, quando addirittura è arrivato alle dimissioni da Sindaco per esplicita richiesta dei suoi fedelissimi. Eppure da Sassari, Cagliari e Arcore sono arrivate sempre e solo picche. Parliamo di Marco Tedde, il leader indiscusso del partito di Berlusconi nella Riviera del Corallo. Un leader forse deluso dei giochi di potere che incatenano lui e il suo partito, e spaventato da quello che potrà succedere nel prossimo futuro. Un leader
inedito insomma, come già ha avuto modo di rappresentarsi davanti agli algheresi.
La rivolta del Pdl giallo-rosso. Dopo la clamorosa batosta elettorale in occasione delle recenti elezioni amministrative però, ha subito puntato il dito contro i vertici regionali del Partito, conscio forse che il tempo stringe anche attorno a se. Ha subito chiesto le
dimissioni dei Coordinatori e il rinnovamento della classe dirigente. Oggi chiede l'ultimo sforzo al Pdl giallo-rosso, alza la testa, e da Alghero tenta un difficile ribaltone. Non ha più una solida Maggioranza in Comune e davanti a se gli rimangono pochi mesi prima della naturale scadenza elettorale: ecco che si mette a capo della protesta, cavalcando il malumore ormai diffuso e auto-sospendendosi dal Partito (in teoria anche i consiglieri comunali e i sei assessori si sarebbero autosospesi, ma manca l'ufficialità). Sarà adesso importante capire se troverà sponda in altri territori e quanto peserà la corrente Tedde a Cagliari.
Alghero dimenticata. Una mossa a sorpresa, anche se i malumori da Olbia a Cagliari, passando per Alghero e Oristano, certamente non mancavano. E così, questo si a sorpresa, esce fuori tutto il disinteresse di Cappellacci per le problematiche di Alghero e il Nord Sardegna. L'ultimo affronto è arrivato proprio pochi giorni fa dall'amico Crisponi (assessore al Turismo della Regione ndr), che
boccia la Settimana Santa de l'Alguer relegandola a semplice manifestazione, non degna di ricevere le attenzioni finanziarie dell'assessorato (così come successo dalla precedente Giunta). Ma in mezzo ci sono enormi problemi in tutti i campi: dalla Sanità ormai al tracollo, agli evidenti problemi della laguna del Calich, passando per i mancati finanziamenti del porto e aeroporto, fino alle storiche incompiute del Palazzo dei Congressi e le aziende di Surigheddu e Mamuntanas. Che dire, forza Tedde.
Nella foto: Marco Tedde e Ugo Cappellacci