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A.B. 28 agosto 2011
Inciviltà ad Alghero: J’accuse di Santoro
Il componente della segreteria cittadina del Partito Democratico sottolinea i problemi che possono causare atteggiamenti incivili delle persone, nei confronti di propri concittadini diversamente abili
Inciviltà ad Alghero: J’accuse di Santoro

ALGHERO - «Come membro della segreteria cittadina del Partito Democratico, ma soprattutto come persona affetta da disabilità sensoriale, vorrei esprimere il mio disagio e lo sdegno per un modo di amministrare il quotidiano che riguarda in particolare il diritto di poter usufruire della città in cui mi onoro di vivere: le cose più semplici come poter circolare insieme a chi mi accompagna negli spostamenti quotidiani si trasformano in autentici percorsi di guerra, ricoperti da deiezioni canine, da scivoli per carrozzelle occupate con arroganza e inciviltà da macchine parcheggiate da proprietari indifferenti, oltre a dover vivere situazioni di pericolo che costringono ai portatori di handicap e ai loro accompagnatori autentiche forme di acrobazie».

Questo il netto j’accuse di Francesco Santoro, componente della segretaria cittadina del Pd, che sottolinea i problemi che possono causare atteggiamenti incivili delle persone, nei confronti di propri concittadini diversamente abili. «I nostri marciapiedi sono un monumento alle barriere architettoniche che tanto alcuni assessori usano sbandierare come esempio di una moderna sostenibilità e fruibilità; ma per chi viene chiamato “diversamente abile” come me, la realtà è quella di scontrarsi con una parte di popolazione che usa detti percorsi come autentiche latrine per i propri animali mostrando scarsa attenzione e poca educazione per i concittadini».

«Le ordinanze comunali non devono avere perciò solo valore propagandistico ma essere attuate giornalmente con la forza che la legge consente; solo così le persone disabili potranno uscire dalle loro case per poter raggiungere e per poter godere delle tanto decantate oasi pedonali assieme al resto dei cittadini e non essere più quei soggetti invisibili che si vedono soltanto in determinate manifestazioni che hanno lo spazio di alcune ore per poi tornare nell’oscurità totalmente dimenticati fino alla prossima manifestazioni a loro dedicata».

Foto d'archivio



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