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Red
8 marzo 2005
Ugl su contratto Poste Italiane: chiesti più uomini, mezzi e dotazioni
Pilleri: «Il nostro sindacato in sede di trattativa, è impegnato a sostenere l’obiettivo di valorizzare il ruolo del Portalettere, a favorire strategie volte a determinare la crescita del Recapito Postale per potenziare la comunicazione con il cliente, a completare le dotazioni del vestiario, arricchire il parco mezzi di trasporto, adeguare i sistemi di reperimento/sostituzione degli automezzi-motomezzi»

CAGLIARI - Il 25 febbraio scorso si è aperta la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro dei dipendenti delle Poste Italiane e, pur giudicando la richiesta sindacale onerosa e scollegata rispetto agli impegni del patto sociale, la direzione aziendale si è dichiarata pronta ad iniziare il confronto ed a calendarizzare prossimi incontri. «L’Ugl - ha dichiarato il segretario regionale Sandro Pilleri - ha sottolineato ed ha tenuto a ribadirlo con forza lo sforzo compiuto dai lavoratori, che in pochi anni hanno saputo risanare il preesistente deficit economico, contribuendo in massima parte a realizzare il risultato positivo del bilancio aziendale 2004, chiusosi con un utile di 236 milioni di euro. Il nostro sindacato – continua Pilleri - in sede di trattativa, è impegnato a sostenere l’obiettivo di valorizzare il ruolo del Portalettere, a favorire strategie volte a determinare la crescita del Recapito Postale per potenziare la comunicazione con il cliente, a completare le dotazioni del vestiario, arricchire il parco mezzi di trasporto, adeguare i sistemi di reperimento/sostituzione degli automezzi-motomezzi». L’Ugl è impegnata, inoltre, a completare ed aggiornare il percorso di attuazione degli accordi del 29 luglio 2004, per l’effettiva copertura dei posti di lavoro nel recapito/scorte e le sostituzioni del personale assente secondo i sistemi concordati, minimizzando il ricorso alle prestazioni straordinarie di abbinamento e difendendo la titolarità della zona, a migliorare il clima di lavoro negli uffici postali e nelle relazioni interne, a sensibilizzare l’Azienda sulla sicurezza (L. 626), a riconoscere agli Operatori del recapito postale (Portalettere, Autisti, Viaggettari) clausole di salvaguardia per l’usura derivante dai servizi svolti. «La Sardegna ha bisogno di tutto questo e i mesi passati in agitazione lo dimostrano in tutta la loro evidenza - conclude Pilleri - e continueremo le nostre battaglie affinché la Direzione della Sardegna si adegui a standard di servizio da Paese civile».
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