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Monica Caggiari 11 marzo 2005
Giovani&Lavoro, iniziati i lavori della tavola rotonda
La tavola rotonda è stata aperta dall’ex–Ministro Tiziano Treu, che tra i numerosi punti relativi all’impiego, ha segnalato alcune caratteristiche negative dell’Italia, come la mancanza di innovazione anche nei settori basilari dell’economia e la debole dotazione di conoscenze della società italiana
Giovani&Lavoro, iniziati i lavori della tavola rotonda

ALGHERO - La prima parte del convegno “Giovani&Lavoro”, organizzato dall’associazione Laser in collaborazione con SviluppoItalia Sardegna, l’Agenzia Regionale del Lavoro, la Regione Sardegna, l’Ufficio Regionale per i problemi Sociali e il Lavoro e il Banco di Sardegna, si è svolta sotto forma di tavola rotonda sulla annosa questione delle prospettive di lavoro per i giovani sardi. Il convegno è stato introdotto dal consigliere regionale Mario Bruno, il quale nell’introduzione ha segnalato l’impegno e l’urgenza per una maggiore attenzione verso la questione lavorativa, in particolare per i numerosi giovani in attesa di risposte. Sulla scia del discorso introduttivo si è mosso anche Massimo Canu, dell’Associazione Laser, il quale ha sottolineato come la sua associazione da tempo si occupi di interventi mirati sulle politiche del lavoro. Giancarlo Piras, che ha portato i saluti dell’amministrazione comunale, ha proseguito auspicando il proseguimento nell’utilizzo dei fondi POR e ha augurato a tutti i giovani presenti un celere raggiungimento dell’obiettivo lavoro. Ai saluti del Comune si sono aggiunti quelli della Diocesi e del Vescovo, rappresentato da don Lorenzo Piras, responsabile della Caritas diocesana, che ha dato particolare enfasi alla questione sociale della disoccupazione, anche e soprattutto per i meno giovani, che una volta tagliati fuori stentano a reinserirsi sul mercato.
La tavola rotonda che ha fatto seguito è stata aperta dall’ex–Ministro Tiziano Treu, che tra i numerosi punti relativi all’impiego, ha segnalato alcune caratteristiche negative dell’Italia, come la mancanza di innovazione anche nei settori basilari dell’economia e la debole dotazione di conoscenze della società italiana. Don Pietro Borrotzu, direttore della Pastorale del Lavoro della Chiesa sarda, ha parlato poi apertamente del lavoro come atto di solidarietà, inteso come momento di sviluppo delle potenzialità e delle risorse umane. Quindi ha ribadito che l’accesso negato al mondo del lavoro si configura come una violazione dei diritti umani. Ezio Schirru, vicepresidente dell’Anci Sardegna, ha segnalato l’esigenza di aprire un tavolo di concertazione con la Regione sulla questione dello sviluppo locale, nella quale rientra anche l’argomento lavoro e ha chiesto che i fondi della L.R.37/98 non vengano ridotti da 152 milioni di euro a 30 milioni di euro, come previsto dalla finanziaria regionale. Sempre sulla qualità del lavoro e sulle politiche del lavoro e sui fondi per i finanziamenti alle imprese si sono snodati gli interventi di Francesco Porcu, rappresentante regionale del CNA e di Gabriele Satta, del Banco di Sardegna e Mauro Tuzzolino di Sviluppo Italia. In particolare Satta e Tuzzolino hanno fatto leva sul discorso dei crediti e di come sia necessario dare e avere fiducia nella creatività e nelle risorse umane di chi cerca lavoro.
La prima tranche di dibattito si è conclusa con l’intervento di Francesco Pigliaru, assessore regionale alla programmazione, il cui intervento si è concentrato, come previsto dal programma della Giunta Soru, sullo sviluppo delle politiche attive del lavoro e sulle iniziative di sviluppo locale integrato, che mirano a portare le capacità progettuali nei territori, ancora carenti in materia di organizzazione e progettazione.
La seconda parte del convegno, più ricca di contenuti concreti, almeno per quanto riguarda gli strumenti e strategie per il lavoro, dovrebbe fornire consistenti indicazioni su come affrontare la piaga della dis– e inoccpuazione giovanile.



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