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Il Quotidiano di Alghero
30 gennaio 2012
EDITORIALE | Mille idee per Alghero
L'editoriale di Alguer.it

La liturgia delle «primarie del partito democratico» è in pieno svolgimento. E come succede sempre quando la democrazia rappresentativa si sottopone al giudizio collettivo, le regole della competizione personale possono provocare effetti collaterali anche devastanti. Succede nello Iowa (Usa) perché non dovrebbe succedere ad Alghero? Non è che vogliamo buttarla in filosofia. Ma riflettere con le idee, le proprie e quelle degli altri, si rivela un esercizio necessario per mantenere i fatti separati dalle opinioni. È la principale regola che ci siamo dati ad Alguer.it. Che ciascuno di noi abbia una personale visione del mondo non ci ha mai impedito di raccontare la politica con la maggior trasparenza possibile. Non lasciando nessuno inascoltato. Abbiamo delle opinioni naturalmente. Personali e collettive.
Per esempio sabato scorso ci è piaciuto il discorso di Renato Soru alla manifestazione delle Acli. Sarà tramesso nella versione integrale su Tva. E abbiamo apprezzato un passaggio dell’intervista concessa al nostro giornale in cui distingue alleati e avversari sulla base delle idee con cui si sfidano per amministrare la città. Si corre infatti il rischio di perdere di vista l’avversario principale da battere alle prossime elezioni comunali, mentre si trasforma l’alleato con cui si compete alle primarie in un nemico assoluto. Quindi: dimmi che farai e ti dirò da che parte stai! Pensiamo sia sommamente necessario chiedere a tutti e sei i candidati alle primarie del centrosinistra che cosa pensano di fare, come immaginano di amministrare la città dopo essere stati da più di un decennio all’opposizione. Un discrimine primario saranno le linee di continuità o discontinuità con il governo del centrodestra.
L’elenco non è di poco conto. Si va dalla situazione finanziaria, che presenterà non poche sorprese, alla drammatica condizione ambientale, con l’inquinamento delle spiagge di Maria Pia con un pesante riverbero economico oltre che ecologico. Le condizioni dello stagno di Calich sono al limite della sopravvivenza naturale. La decadenza del centro storico, per l’assenza di un piano di protezione adeguato, potrebbe provocare un danno irreversibile all’immagine della città che deve considerare la conservazione del centro storico un bene collettivo di grande valore urbanistico, ambientale e quindi turistico. E poi. Assenza di una politica efficace per affrontare la disoccupazione giovanile, il crollo della domanda di turismo di qualità, curare con decoro il rispetto dell’ordine pubblico, rispondere alle richieste di edilizia popolare con zero risultati in dieci anni.
Spiegare come ha chiesto Soru se si vuole costruire sulla costa oppure seguire le indicazioni e lo spirito del Piano paesaggistico regionale che la giunta di centrodestra sta cercando di smantellare. Promettere che non si trasformeranno le palestre delle scuole elementari in parcheggi sotterranei con scarsi vantaggi per la città. Che cosa fare del Puc, promessa incompiuta della giunta uscente, potrà essere un modo di spiegare agli elettori come si vuole affrontare il problema epocale di una classe dirigente che fin qui si è rivelata incapace di coniugare interesse pubblico e impresa privata. Perché il Puc deve essere un’occasione da non perdere per ripensare il destino di Alghero evitando che si risolva, come finora è sempre stato, in una battaglia all’ultimo sangue per mettere le mani sulla città. A vantaggio di pochi e danno per tutti. Serve una nuova cultura della città. Servono idee nuove.
Noi ci impegniamo in concreto, mettendo a disposizione di tutti le pagine di Alguer.it per elaborare dieci idee per rifare Alghero. Come: proponiamo di scrivere un commento a questo Editoriale con il titolo: «una, cento, mille idee per Alghero».
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